

L’infanzia e gli anni della formazione
«Mi hanno cresciuta due donne. Tre, contando la nurse inglese. Mia mamma Angela Iris fu una delle prime a separarsi nel dopoguerra. Non si risposò più. Nonna Andreina era rimasta vedova di un poliziotto di Caltanissetta. Mi vergognavo di non avere una figura maschile. Mio padre è stato un uomo buono e intelligente, ma inaffidabile. Non aveva alcun senso della famiglia.»

Gli anni della recitazione e delle prime esperienze televisive
«Questa estate la Fox mi ha proposto un contratto per cinque anni, con il permesso di venire in Italia due volte l’anno: l’ho rifiutato.»

La conquista della TV
La prima vera grande occasione per mettere in luce il proprio talento poliedrico arriva nel 1970 con Io, Agata e tu nel ruolo di spalla di Nino Ferrer. Raffaella chiede ed ottiene tre minuti a puntata per potersi scatenare a modo suo, inventando un nuovo modo di ballare all’insegna della più totale libertà e proponendo un inedito modello di donna di spettacolo che canta, balla, recita e intrattiene.

I successi internazionali
Se in Italia l’immagine di Raffaella Carrà è ancora legata ai programmi di varietà della Rai e alle sigle televisive, all’estero è una performer unica nel suo genere che canta in 5 lingue diverse, balla e stupisce con i suoi spettacoli dal vivo.

La più amata dagli italiani
Con Pronto… Raffaella? Raffaella Carrà ridefinisce il ruolo della conduttrice televisiva, dimostrando una versatilità e una capacità di comunicazione senza precedenti. Raffaella si reinventa come anchorwoman ed entertainer a tutto tondo, capace di passare con disinvoltura dal canto al ballo, dai giochi telefonici alle interviste. Amica della porta accanto, non più diva irraggiungibile, la sua popolarità tocca vette inimmaginabili:

Raffaella da New York
Per il secondo anno, il contratto della Rai con Raffaella prevedeva un film più 7 telefilm, o 20 puntate di show in prima serata. A conti fatti, Rai 1 e Raffaella pensano che il film (auto-biografico e musicale) sarebbe stato in perdita. E così l’impegno di Raffaella viene modificato in 15 serate complete di show più sei speciali, due dei quali negli Stati Uniti. Nasce così Buonasera Raffaella.

La domenica è femmina
Desiderosa di mettersi alla prova con sfide sempre più stimolanti, si candida pubblicamente attraverso un comunicato ANSA per la conduzione di Domenica in per la stagione 1986/1987.
La proposta viene accolta e Raffaella diventa la prima conduttrice donna del contenitore di Rai1.

Il passaggio a Fininvest
Con il desiderio di provare nuove esperienze e la possibilità di poter gestire interamente un programma in totale libertà, nel 1987 Raffaella firma un contratto biennale che la legherà fino al 30 giugno 1989 a Fininvest e Canale 5.
La sua aspirazione è una televisione internazionale che avvicini i paesi e le culture dell’Europa sotto il segno dello spettacolo.

Il ritorno in Rai
Ormai finiti i tempi del grande varietà televisivo, Raffaella si reinventa e trova una nuova dimensione nell’intrattenimento leggero adottando un taglio più giornalistico.

In Spagna
Nei primi anni ‘90 il desiderio di Raffaella di realizzare dei programmi dal respiro internazionale sembra finalmente realizzarsi. Nascono delle co-produzioni Italia-Spagna in diretta contemporaneamente su Rai1 e Tve1. Raffaella sarebbe dovuta rimanere in Spagna solo pochi mesi ma la sua permanenza si protrae per 4 anni. Conduce infatti su Tve1 il talk show Hola Raffaella!.

Carràmba, Raffaella torna in Italia
Dopo 4 anni di assenza, Raffaella ritorna in Italia con Carràmba! che sorpresa. Raffaella racconta l’Italia degli emigrati, realizza ricongiungimenti familiari ed esaudisce desideri di persone comuni.

A caccia di talenti
Raffaella è ormai totalmente appagata da tutto quello che la sua lunga carriera le ha riserbato e ora il suo desiderio più grande è quello di dedicarsi alla cura di giovani promesse dello spettacolo a cui trasmettere un bagaglio di esperienze senza eguali.