
Periodo dal 7 gennaio all’11 aprile 1966
Autori Pietro Garinei e Sandro Giovannini con Luigi Magni
Regia Pietro Garinei e Sandro Giovannini
Musiche Armando Trovajoli
Direzione orchestra Bruno Nicolai
Scene e costumi Giulio Coltellacci
Coreografie Danny Daniels
Luogo Italia | Teatro Sistina di Roma
Il 7 gennaio 1966 debutta al Teatro Sistina di Roma Ciao, Rudy, la nuova commedia musicale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritta con Luigi Magni e dedicata alla figura di Rodolfo Valentino.
Protagonista è Marcello Mastroianni che torna al teatro dopo anni trascorsi prevalentemente sul set cinematografico e affronta un ruolo che gli richiede non soltanto di recitare ma anche di cantare e ballare. Intorno a lui viene costruito un cast femminile particolarmente ricco. Nell’edizione originale figurano, tra le altre, Olga Villi, Ilaria Occhini, Giuliana Lojodice, Giusi Raspani Dandolo, Paola Pitagora, Tina Lattanzi, Paola Borboni, Angela Pagano, Minnie Minoprio e Raffaella Carrà. Per Raffaella è anche un nuovo incontro professionale con Mastroianni con il quale ha già lavorato pochi anni prima ne I compagni (1963) di Mario Monicelli.

Intorno agli interpreti principali si muoveva inoltre una compagnia numerosa, comprendente la New Orleans Jazz Band di Carlo Loffredo, dieci solisti e dodici soliste impegnati nei numerosi personaggi minori e nei quadri musicali dello spettacolo.

Tra i documenti conservati nella collezione de Il Salotto di Raffaella figura anche il programma di sala originale di Ciao, Rudy, pubblicato in occasione dell’edizione del 1966. Il volume presenta la distribuzione completa, fotografie degli interpreti, la struttura dello spettacolo, i testi delle canzoni e numerose immagini della compagnia.
«Devo cantare. Mi crolla il mondo addosso»
L’ingresso di Raffaella in Ciao, Rudy è tutt’altro che privo di difficoltà. Quasi vent’anni più tardi, intervistata dal settimanale OGGI, ricostruisce quei giorni ricordando innanzitutto la paura provata quando scopre che dovrà anche cantare.
«La contentezza dura poco. Devo cantare. Mi crolla il mondo addosso. Io non ho mai cantato. Addirittura temo di essere stonata. Complessi dell’infanzia. In famiglia la voce da usignolo l’aveva soltanto mia cugina Nadia, che è “davvero come un trillo”, come dice nonna Andreina».
OGGI | N.46/1984
Raffaella decide comunque di tentare. A esaminarla è direttamente Armando Trovajoli, autore delle musiche dello spettacolo, che si mette al pianoforte e le chiede di cantare un brano di Mina. Nel ricordare l’episodio nel 1984, quando alle sue spalle ci sono ormai anni di incisioni e successi discografici, è lei stessa a sottolineare il contrasto con l’insicurezza di allora.
«Azzardo lo stesso. Il maestro Trovajoli al pianoforte mi esamina su un brano di Mina. Pensate: io, che oggi incido un disco dietro l’altro, temevo che il test fosse andato male. E a Giovannini, il maestro riferisce: “Bella voce”».
OGGI | N.46/1984
Il provino è dunque superato. Ma il canto non è l’unico problema che Raffaella incontra durante la preparazione di Ciao, Rudy.
Da Virginia a Margie

Il programma di sala del 1966 dedica a Raffaella una pagina con un grande ritratto, una fotografia più piccola in costume e questa presentazione:
«Sono Margie per gli amici. Per gli altri non so. Non ho che amici al mondo. E a tempo perso faccio la ballerina».
Il primo personaggio che le viene assegnato è Virginia ma Raffaella non riesce ad appassionarsi alla parte. Una collega cerca di convincerla ad accettare comunque la situazione. Il Sistina è il Sistina e un’occasione simile non capita facilmente. Raffaella, invece, va direttamente da Giovannini e rinuncia alla parte.
«Mi guarda stralunato. Non gli è mai capitato che una ragazza abbia rinunciato, con tanta impudenza, alla prima grande occasione. L’inferno che m’è scoppiato dentro si placa solo il giorno dopo, per un colpo di fortuna».
OGGI | N.46/1984
Il giorno successivo, infatti, la situazione cambia. Un’altra artista è costretta a dare forfait e la distribuzione delle parti viene modificata. A Raffaella viene assegnato il personaggio di Margie.
«C’è un’artista che si vede costretta a dare forfait, e quindi mi cambiano parte: divento Margie. Che sia sulla strada giusta? La storia di questa ballerina guitta, dotata di estri e di follie, m’affascina. È stata la compagna di Rodolfo Valentino agli esordi. Il debutto è vicino anche per me».
OGGI | N.46/1984
Il suo racconto permette così di ricostruire un passaggio che la semplice distribuzione dello spettacolo non conserverebbe. Margie non è il ruolo inizialmente pensato per Raffaella che arriva al personaggio di Margie soltanto dopo aver rifiutato Virginia e dopo il forfait imprevisto di un’altra interprete. Rimane da identificare con certezza quest’ultima e da ricostruire il destino del personaggio di Virginia che non compare nel programma di sala originale dello spettacolo, dove Raffaella è già indicata come Margie. Il suo ricordo sembra dunque riferirsi a una fase precedente della lavorazione, prima che la distribuzione assumesse la forma definitiva.
Raffaella e Marcello Mastroianni in Gente matta
Tra i numeri nei quali Raffaella è impegnata c’è Gente matta, che la vede cantare insieme a Marcello Mastroianni e al coro. Il brano è legato al mondo dello spettacolo e alla sua umanità irregolare e itinerante.
Di Ciao, Rudy viene realizzato un disco contenente anche Gente matta cantata da Raffaella Carrà e Marcello Mastroianni. La registrazione assume un interesse particolare alla luce del ricordo del provino con Trovajoli: la stessa Raffaella che all’inizio della preparazione teme di essere stonata arriva così a incidere uno dei brani dello spettacolo insieme al suo protagonista.
La prima al Teatro Sistina
La prima di Ciao, Rudy si tiene al Teatro Sistina di Roma il 7 gennaio 1966.
Prima di entrare in scena è il coreografo Danny Daniels a rassicurarla con un «Vai tranquilla». Sul palcoscenico, Raffaella sembra dimenticare rapidamente le proprie insicurezze.
«In scena moltiplico per mille le energie. Mi vedono scatenata, Mastroianni mi segue un po’ preoccupato, e poi mi fa: “A Raffaè, e frena! Qui sinnò me fai rischià l’infarto”. Ricevo applausi a scena aperta. Per i critici sono “una rivelazione”.»
OGGI | N.46/1984
Il grande successo di Ciao Rudy
Le rappresentazioni romane registrano un forte successo. Treccani ricostruisce la permanenza di Mastroianni al Sistina come una lunga serie di rappresentazioni esaurite, sottolineando il contrasto tra l’accoglienza degli spettatori e alcune reazioni critiche da parte della stampa.
Nel febbraio 1966 Luciano Codignola dedica a Ciao, Rudy una lunga recensione sulle pagine di Sipario, nel numero 238 della rivista. Il titolo, Valentino Mastroianni in un musical straniato, anticipa un giudizio tutt’altro che indulgente.
Codignola riconosce però chiaramente le dimensioni dell’operazione intrapresa da Garinei e Giovannini. Dietro Ciao, Rudy individua l’ambizione di «dare all’Italia il musical». Per farlo, gli autori hanno scelto un personaggio di fama internazionale, Rodolfo Valentino, coinvolto un attore ormai celebre in tutto il mondo come Mastroianni e costruito intorno a lui una produzione di grandi dimensioni.
Anche Giovanni Mosca, in una recensione contemporanea, insiste sull’ambizione dello spettacolo. Nel descrivere il lavoro compiuto da Mastroianni, ricorda i mesi di preparazione necessari per acquisire scioltezza nella danza e cita esplicitamente, tra le interpreti del cast, anche Raffaella Carrà. La sua valutazione complessiva rimane però critica e sintetizza Ciao, Rudy come uno spettacolo affetto da una certa «grandeur».
«Perché non mi scritturate fissa?»
Per Raffaella, intanto, gli applausi ottenuti al Sistina alimentano un desiderio molto preciso. L’esperienza nella commedia musicale le piace al punto da immaginare di continuare stabilmente a lavorare nel teatro di Garinei e Giovannini.
È lei stessa a proporsi:
«Mi sono innamorata pazzamente del vostro teatro. Perché non mi scritturate fissa, come è stato per Delia Scala? M’accontento di un contratto da centomila lire al mese».
OGGI | N.46/1984
Il riferimento a Delia Scala chiarisce bene la prospettiva che Raffaella immagina in quel momento. Non chiede semplicemente di essere coinvolta in un altro spettacolo, ma pensa alla possibilità di diventare una presenza stabile nel teatro di Garinei e Giovannini, come era accaduto a una delle protagoniste più rappresentative della loro commedia musicale.
La risposta, però, non arriva.
«Loro mi guardano ma non si sbilanciano. Sono convinta che mi scrittureranno. In genere non chiedo mai quello che so di non ottenere. No, non succede».
OGGI | N.46/1984
Il successo personale ottenuto nello spettacolo non produce quindi il risultato professionale che Raffaella sperava.
Un progetto che guarda a Broadway
Le ambizioni di Ciao, Rudy non si fermano al Sistina. Garinei e Giovannini hanno già sperimentato le possibilità internazionali della commedia musicale italiana con Rugantino, arrivato a Broadway nel 1964. Anche per Ciao, Rudy si guarda molto presto agli Stati Uniti.
A documentarlo mentre lo spettacolo è ancora nelle sue prime settimane di vita è una fonte americana. Il 22 gennaio 1966, appena quindici giorni dopo il debutto romano, Billboard dedica un articolo alla produzione e riferisce che è in discussione la possibilità di portare Ciao, Rudy a Broadway in una versione in lingua inglese.
Billboard mette in relazione Ciao, Rudy con il precedente successo internazionale di Garinei e Giovannini e sottolinea le grandi dimensioni dell’allestimento. L’apparato scenico è talmente complesso che l’articolo si domanda ironicamente quanti macchinisti sarebbero necessari per riprodurlo a Broadway. Anche il cast femminile viene presentato come uno degli elementi della produzione, riunendo intorno a Mastroianni interpreti provenienti dal cinema, dal teatro e dalla televisione.
L’ipotesi di Broadway, tuttavia, non si concretizza.
La rinuncia di Mastroianni
A interrompersi non è soltanto il possibile percorso americano. Dopo il successo romano, Ciao, Rudy avrebbe dovuto proseguire anche a Milano ma Mastroianni decide di lasciare lo spettacolo, arrivando a pagare una consistente penale.
Le spiegazioni tramandate non coincidono perfettamente. Secondo la ricostruzione del Dizionario Biografico degli Italiani, Fellini interpreta la decisione dell’amico come il riconoscimento di essersi impegnato in qualcosa che non desiderava continuare; Mastroianni sostiene invece di essersi liberato per poter lavorare nuovamente con il regista a Il viaggio di G. Mastorna. Il progetto di Fellini, com’è noto, non arriverà poi alla realizzazione.
Molti anni più tardi Mariapaola Sapienza, moglie di Armando Trovajoli, ricorderà inoltre che Garinei e Giovannini avevano preparato il trasferimento dello spettacolo a Broadway e che Mastroianni non accettò di proseguire perché impegnato con Fellini. Si tratta di una testimonianza retrospettiva, da distinguere dalla documentazione contemporanea; quest’ultima, grazie soprattutto all’articolo di Billboard, permette comunque di stabilire che nel gennaio 1966 il progetto Broadway era realmente in discussione.
Gli spaghetti al tonno di Marcello
Durante il periodo di Ciao, Rudy, Mastroianni insegna a Raffaella una ricetta semplicissima, gli spaghetti al tonno, raccontandole che mangiarli la sera della vigilia di Natale porta fortuna.
Raffaella, che non ha mai nascosto una certa superstizione, prende sul serio il consiglio. Quella ricetta diventa una consuetudine che conserva negli anni.
Ancora il 27 novembre 2018, intervistata dal Corriere della Sera e interrogata su cosa mangi una bolognese come lei la sera di Natale, risponde:
«Sembra strano ma mangio spaghetti col tonno. Stavo lavorando con Mastroianni tanti anni fa e lui mi insegnò a fare gli spaghetti col tonno e mi disse che mangiati il 24 sera portano fortuna. Io che sono un po’ superstiziosa non ho più cambiato e quando sono a Roma li mangio sempre».
Corriere della Sera | 27 novembre 2018