1966 | Raffaella Carrà recita con Marcello Mastroianni in “Ciao Rudy”

Il 7 gennaio 1966 debutta al Teatro Sistina di Roma Ciao Rudy, la nuova commedia musicale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritta con Luigi Magni e dedicata alla figura di Rodolfo Valentino. Le musiche sono di Armando Trovajoli, le scene e i costumi di Giulio Coltellacci, le coreografie di Danny Daniels.

Protagonista è Marcello Mastroianni, che torna al teatro dopo anni trascorsi prevalentemente sul set cinematografico e affronta un ruolo che gli richiede non soltanto di recitare ma anche di cantare e ballare. Intorno a lui viene costruito un cast femminile particolarmente ricco. Nell’edizione originale figurano, tra le altre, Olga Villi, Ilaria Occhini, Giuliana Lojodice, Giusi Raspani Dandolo, Paola Pitagora, Tina Lattanzi, Paola Borboni, Angela Pagano, Minnie Minoprio e Raffaella Carrà. Per Raffaella è anche un nuovo incontro professionale con Mastroianni con il quale ha già lavorato pochi anni prima ne I compagni di Mario Monicelli.

«Devo cantare. Mi crolla il mondo addosso»

L’ingresso di Raffaella in Ciao Rudy è tutt’altro che privo di difficoltà. Quasi vent’anni più tardi, intervistata dal settimanale Oggi, ricostruisce quei giorni ricordando innanzitutto la paura provata quando scopre che dovrà anche cantare.

«La contentezza dura poco. Devo cantare. Mi crolla il mondo addosso. Io non ho mai cantato. Addirittura temo di essere stonata. Complessi dell’infanzia. In famiglia la voce da usignolo l’aveva soltanto mia cugina Nadia, che è “davvero come un trillo”, come dice nonna Andreina».

OGGI | N.46/1984

Raffaella decide comunque di tentare. A esaminarla è direttamente Armando Trovajoli, autore delle musiche dello spettacolo, che si mette al pianoforte e le chiede di cantare un brano di Mina. Nel ricordare l’episodio nel 1984, quando alle sue spalle ci sono ormai anni di incisioni e successi discografici, è lei stessa a sottolineare il contrasto con l’insicurezza di allora.

«Azzardo lo stesso. Il maestro Trovajoli al pianoforte mi esamina su un brano di Mina. Pensate: io, che oggi incido un disco dietro l’altro, temevo che il test fosse andato male. E a Giovannini, il maestro riferisce: “Bella voce”».

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Il provino è dunque superato. Ma il canto non è l’unico problema che Raffaella incontra durante la preparazione di Ciao Rudy.

Da Virginia a Margie

Il primo personaggio che le viene assegnato è Virginia ma Raffaella non riesce ad appassionarsi alla parte. Una collega cerca di convincerla ad accettare comunque la situazione. Il Sistina è il Sistina e un’occasione simile non capita facilmente. Raffaella, invece, va direttamente da Giovannini e rinuncia alla parte.

«Mi guarda stralunato. Non gli è mai capitato che una ragazza abbia rinunciato, con tanta impudenza, alla prima grande occasione. L’inferno che m’è scoppiato dentro si placa solo il giorno dopo, per un colpo di fortuna».

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Il giorno successivo, infatti, la situazione cambia. Un’altra artista è costretta a dare forfait e la distribuzione delle parti viene modificata. A Raffaella viene assegnato il personaggio di Margie.

«C’è un’artista che si vede costretta a dare forfait, e quindi mi cambiano parte: divento Margie. Che sia sulla strada giusta? La storia di questa ballerina guitta, dotata di estri e di follie, m’affascina. È stata la compagna di Rodolfo Valentino agli esordi. Il debutto è vicino anche per me».

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Il suo racconto permette così di ricostruire un passaggio che la semplice distribuzione dello spettacolo non conserverebbe. Margie non è il ruolo inizialmente pensato per Raffaella che arriva al personaggio di Margie soltanto dopo aver rifiutato Virginia e dopo il forfait imprevisto di un’altra interprete. Rimane da identificare con certezza quest’ultima e da ricostruire il destino del personaggio di Virginia che non compare nella distribuzione definitiva oggi disponibile. È uno degli aspetti della lavorazione dello spettacolo che la documentazione finora recuperata lascia ancora aperto.

Raffaella e Marcello Mastroianni in Gente matta

Tra i numeri nei quali Raffaella è impegnata c’è Gente matta, che la vede cantare insieme a Marcello Mastroianni e al coro. Il brano è legato al mondo dello spettacolo e alla sua umanità irregolare e itinerante.

Di Ciao Rudy viene realizzata anche un’incisione discografica e Gente matta conserva le voci di Raffaella Carrà e Marcello Mastroianni. La registrazione assume un interesse particolare alla luce del ricordo del provino con Trovajoli: la stessa Raffaella che all’inizio della preparazione teme di essere stonata arriva così a incidere uno dei brani dello spettacolo insieme al suo protagonista.

La prima al Teatro Sistina

La prima di Ciao Rudy si tiene al Teatro Sistina di Roma il 7 gennaio 1966.

Prima di entrare in scena è il coreografo Danny Daniels a rassicurarla con un «Vai tranquilla». Sul palcoscenico, Raffaella sembra dimenticare rapidamente le proprie insicurezze.

«In scena moltiplico per mille le energie. Mi vedono scatenata, Mastroianni mi segue un po’ preoccupato, e poi mi fa: “A Raffaè, e frena! Qui sinnò me fai rischià l’infarto”. Ricevo applausi a scena aperta. Per i critici sono “una rivelazione”.»

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Il grande successo di Ciao Rudy

Le rappresentazioni romane registrano un forte successo. Treccani ricostruisce la permanenza di Mastroianni al Sistina come una lunga serie di rappresentazioni esaurite, sottolineando il contrasto tra l’accoglienza degli spettatori e alcune reazioni critiche da parte della stampa.

Nel febbraio 1966 Luciano Codignola dedica a Ciao Rudy una lunga recensione sulle pagine di Sipario, nel numero 238 della rivista. Il titolo, Valentino Mastroianni in un musical straniato, anticipa un giudizio tutt’altro che indulgente.

Codignola riconosce però chiaramente le dimensioni dell’operazione intrapresa da Garinei e Giovannini. Dietro Ciao Rudy individua l’ambizione di «dare all’Italia il musical». Per farlo, gli autori hanno scelto un personaggio di fama internazionale, Rodolfo Valentino, coinvolto un attore ormai celebre in tutto il mondo come Mastroianni e costruito intorno a lui una produzione di grandi dimensioni.

Anche Giovanni Mosca, in una recensione contemporanea, insiste sull’ambizione dello spettacolo. Nel descrivere il lavoro compiuto da Mastroianni, ricorda i mesi di preparazione necessari per acquisire scioltezza nella danza e cita esplicitamente, tra le interpreti del cast, anche Raffaella Carrà. La sua valutazione complessiva rimane però critica e sintetizza Ciao Rudy come uno spettacolo affetto da una certa «grandeur».

«Perché non mi scritturate fissa?»

Per Raffaella, intanto, gli applausi ottenuti al Sistina alimentano un desiderio molto preciso. L’esperienza nella commedia musicale le piace al punto da immaginare di continuare stabilmente a lavorare nel teatro di Garinei e Giovannini.

È lei stessa a proporsi:

«Mi sono innamorata pazzamente del vostro teatro. Perché non mi scritturate fissa, come è stato per Delia Scala? M’accontento di un contratto da centomila lire al mese».

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Il riferimento a Delia Scala chiarisce bene la prospettiva che Raffaella immagina in quel momento. Non chiede semplicemente di essere coinvolta in un altro spettacolo, ma pensa alla possibilità di diventare una presenza stabile nel teatro di Garinei e Giovannini, come era accaduto a una delle protagoniste più rappresentative della loro commedia musicale.

La risposta, però, non arriva.

«Loro mi guardano ma non si sbilanciano. Sono convinta che mi scrittureranno. In genere non chiedo mai quello che so di non ottenere. No, non succede».

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Il successo personale ottenuto nello spettacolo non produce quindi il risultato professionale che Raffaella sperava.