
Periodo 20 e 27 giugno 1991
Casa di produzione Rai e TVE
Rete Rai1 e TVE1
Autori Carla Vistarini, Mario d’Amico, Demo Mura,
Regia Sergio Japino
Musiche Danilo Vaona
Scenografia Gaetano Castelli
Costumi di Raffaella Corrado Colabucci
Coreografie Sergio Japino, Stefano Forti
Sede Fénis e Tossa de Mar
Paese Italia e Spagna
Numero di puntate 2
Il 20 e il 27 giugno 1991 Raffaella Carrà torna in prima serata su Rai 1 con Saint Vincent ’91, la grande festa dell’estate – Cuando Calienta el Sol, due prime serate speciali realizzate in coproduzione con la televisione pubblica spagnola TVE e trasmessi in diretta contemporaneamente nei due Paesi.
Lo spettacolo si sviluppa su due set all’aperto collegati via satellite. In Italia, dal castello di Fénis in Valle d’Aosta, Raffaella conduce insieme al giornalista e presentatore spagnolo Ricardo Fernández Deu. In Spagna, da Tossa de Mar, a Es Racó sulla Costa Brava, Gigi Sabani è affiancato dalla conduttrice spagnola Miriam Díaz-Aroca. L’operazione è organizzata dalla casa di produzione televisiva e cinematografica Publispei. Alla realizzazione collaborano la Regione Valle d’Aosta, il Casinò di Saint-Vincent e la Sitav.
L’operazione nasce come un esperimento di produzione televisiva internazionale. Rai e TVE hanno già collaborato in passato alla realizzazione di film e serie TV ma Cuando Calienta el Sol è il primo tentativo delle due televisioni di realizzare insieme un varietà dal vivo trasmesso contemporaneamente in Italia e in Spagna. Alla vigilia della prima puntata Raffaella ne sottolinea il carattere sperimentale e parla di «un primo passo verso una televisione veramente europea».
A La Stampa, Raffaella spiega la semplicità con cui immagina il dialogo tra i due Paesi:
«Se italiani e spagnoli parleranno in maniera lenta […] non ci sarà bisogno dell’interprete. Sarà un modo di produrre insieme.»
La Stampa | 19 giugno 1991
È sempre lei, durante l’anteprima della prima serata, a presentare al pubblico italiano il significato dell’iniziativa:
«Voglio ringraziare innanzitutto la Regione Val d’Aosta e il Casinò di Saint-Vincent per aver collaborato alla realizzazione di questo spettacolo che da quest’anno diventa internazionale. Infatti, per la prima volta la RAI, insieme alla Radio Televisione Spagnola, coproduce uno spettacolo internazionale in diretta contemporaneamente nei due Paesi. Per il momento non siamo ancora collegati con la Spagna ma lo saremo fra poco. È un’esperienza veramente nuova, è un primo esperimento di uno spettacolo dal vivo. Sono stati fatti molti film, sono state fatte molte serie televisive, ma questa è la prima volta che uno spettacolo va in onda contemporaneamente in due Paesi. Insomma, un primo passo verso l’Europa.»
Dall’anteprima della prima puntata | 20 giugno 1991
A rendere possibile il collegamento è il satellite Eutelsat, che Raffaella presenta agli spettatori senza nascondere le incognite tecniche dell’operazione:
«Nostro complice sarà Eutelsat. Chi è Eutelsat? È il satellite. Speriamo che questa sera non faccia i capricci e che ci dia una mano ad andare fino in fondo. Tutte le prime volte hanno un fascino ma hanno anche dei rischi. Questo lo sappiamo, ne siamo perfettamente consapevoli, ma è affascinante, credetemi, essere partecipi di questa serata che significa forse un’era nuova della televisione. Speriamo comunque che tutto vada bene.»
Dall’anteprima della prima puntata | 20 giugno 1991
La formula del programma
Cuando Calienta el Sol è concepito come un unico spettacolo televisivo realizzato contemporaneamente sui due set all’aperto di Fénis e Tossa de Mar. Il flusso principale dello spettacolo è comune a Rai 1 e TVE1 con le due coppie di presentatori che si alternano nella conduzione e si passano la linea fra Italia e Spagna, introducendo di volta in volta gli artisti e i numeri realizzati sui due palcoscenici. Le esibizioni degli ospiti, sia che avvengano in Valle d’Aosta sia che abbiano luogo sulla Costa Brava, vengono trasmesse contemporaneamente nei due Paesi con le stesse immagini. Soltanto le anteprime in attesa del collegamento satellitare e alcuni brevi momenti di conduzione sono differenziati per il pubblico italiano e quello spagnolo.
In alcuni numeri la distanza geografica fra i due palcoscenici viene ulteriormente annullata, come quando, nella prima serata, Gigi Sabani dedica a Raffaella una canzone di Julio Iglesias mentre lei lo ascolta e si unisce con la propria voce all’esibizione. Nella seconda puntata i due realizzano un vero e proprio duetto a distanza sulle note di Un’avventura di Lucio Battisti.
Anche i giochi telefonici seguono la struttura speculare della coproduzione. Nella prima serata Raffaella e Ricardo Fernández Deu interpretano da Fénis una fantasia di quattro celebri canzoni spagnole mentre Gigi Sabani e Miriam Díaz-Aroca propongono da Tossa de Mar una fantasia di quattro canzoni italiane. Entrambe le esibizioni fanno parte del flusso comune dello spettacolo e vengono quindi mostrate ai telespettatori dei due Paesi ma la partecipazione al gioco rimane distinta. Il pubblico italiano è invitato a scegliere telefonicamente la propria preferita fra le canzoni spagnole, quello spagnolo fra le canzoni italiane. Fra coloro che partecipano vengono estratti due vincitori e anche i premi seguono la logica dello scambio fra i Paesi. Il telespettatore italiano vince un viaggio per due persone con una settimana di soggiorno a Tossa de Mar, quello spagnolo un equivalente soggiorno a Saint-Vincent. Nella seconda puntata il gioco cambia forma ma conserva la stessa impostazione. I telespettatori sono chiamati questa volta a individuare una parola volutamente errata inserita nel testo delle canzoni eseguite mentre rimane invariato lo scambio dei soggiorni fra Italia e Spagna.
Numerosi gli ospiti coinvolti nelle due serate e distribuiti fra i due palcoscenici. Tra i tanti figurano Giorgio Faletti, Marisa Laurito, Nino Frassica, Arturo Brachetti, Claudio Baglioni, Al Bano e Romina Power, Monserrat Caballe, Bordon 4, Paloma San Basilio, Ana Belen.
Raffaella, oltre alla conduzione, è protagonista di diversi momenti musicali, sia in duetto che da solista. In particolare, nella prima puntata propone una fantasia del proprio repertorio in lingua spagnola composta da En el amor todo es empezar, Caliente, caliente e Fiesta. Nella seconda puntata interpreta invece The Phantom of the Opera in un numero che sfrutta anche le possibilità scenografiche offerte dal set all’aperto: assicurata a un’imbracatura, durante l’esibizione viene sollevata e fatta ruotare al di sopra del palcoscenico, con il castello di Fénis illuminato nella notte a fare da sfondo.
La conferenza stampa
L’11 giugno, nello Studio 5 di via Teulada a Roma, è convocata la conferenza stampa di presentazione del programma. L’incontro è fissato per le 11:30 ma Raffaella Carrà e Gigi Sabani, impegnati nella registrazione dello spot promozionale che richiede più tempo del previsto, ritardano, provocando la protesta dei giornalisti presenti. Anche il collegamento previsto con Madrid tarda ad arrivare.
Come racconta La Stampa (12 giugno 1991), dopo una lunga attesa, intorno alle 12:15, gran parte dei cronisti decide di lasciare lo studio, nonostante i tentativi del direttore di Rai 1 Carlo Fuscagni e del capostruttura Mario Maffucci di proseguire l’incontro. Quando Raffaella e Sabani raggiungono finalmente la sala trovano ormai soltanto pochi giornalisti.
La conferenza si tiene comunque e permette alla Rai di chiarire gli obiettivi dell’operazione. Fuscagni presenta la collaborazione con TVE come un esperimento capace di aprire la strada a nuove produzioni comuni mentre Raffaella insiste sul carattere di novità della formula e sui rischi inevitabilmente connessi alla diretta satellitare.
Le prove e l’arrivo della televisione a Fénis
Per preparare le due serate Raffaella arriva in Valle d’Aosta alcuni giorni prima della messa in onda. Durante le prove visita Aosta e racconta a La Stampa la calorosa accoglienza ricevuta dalla popolazione:
Non è vero il luogo comune secondo cui i montanari sono chiusi e poco espansivi. Girando la sigla a Verrés e Aosta ho incontrato solo persone gentili e affettuose. Poi è stata una vera sorpresa questa immersione nel Medio Evo, tra le torri del castello e le sfilate di costumi storici.
La Stampa | 20 giugno 1991
Nel frattempo, l’allestimento televisivo trasforma l’area del castello di Fénis in un grande palcoscenico all’aperto con mura, torri e merlature utilizzate come fondale naturale del palco. Figuranti e costumi storici completano l’ambientazione, tanto che Raffaella apre la prima puntata accogliendo il pubblico «con questa atmosfera medioevale».
Nei giorni delle prove, ragazzi e adulti si avvicinano al set nella speranza di incontrare gli artisti. La presenza della troupe e delle attrezzature provoca anche qualche inevitabile difficoltà alla circolazione nelle strette strade del paese. Per le serate viene previsto l’ingresso libero del pubblico.
Dopo la prima puntata La Stampa raccoglie però anche alcune voci critiche. Oltre duecento persone assistono alla serata ma una parte del pubblico locale si dice delusa dalla presenza sul set di un numero inferiore di artisti celebri rispetto alle aspettative. Qualcuno rivendica anche l’identità del luogo rispetto al richiamo promozionale a Saint-Vincent. «I presentatori devono poi ricordare che siamo a Fénis, non a Saint-Vincent!», osserva uno degli abitanti intervistati dal quotidiano.
Qualche testimonianza mette inoltre in risalto un limite della struttura dello spettacolo visto dal vivo: gli artisti sono distribuiti tra Italia e Spagna e mentre il pubblico televisivo può seguire attraverso il satellite i segmenti condivisi fra i due set, chi assiste fisicamente alla serata da Fénis vede necessariamente soltanto ciò che avviene sul palcoscenico valdostano.
Gli ascolti
La natura sperimentale del progetto pone i dati di ascolto dell’operazione in secondo piano, come dichiarato dalla Rai. Lo scopo principale è quello di realizzare uno spettacolo gradevole per il pubblico che possa fare da apripista ad altre produzioni simili.
Alla vigilia della prima puntata, la stessa Raffaella dichiara:
«È uno spettacolo sperimentale, il primo passo verso la televisione europea. Per questo non ci interessano i risultati in termini di audience. Ci basta riunire per due notti, via satellite, due popoli simili, ma nello stesso tempo diversi per tradizioni e cultura, senza cadere nei luoghi comuni o nei preziosismi fini a se stessi.»
La Stampa | 20 giugno 1991
In apertura della seconda serata Raffaella torna sull’esito del primo appuntamento e annuncia che la puntata del 20 giugno è stata seguita complessivamente da undici milioni di telespettatori tra Italia e Spagna. Il risultato diventa per lei soprattutto l’occasione per sottolineare il lavoro necessario a rendere possibile l’esperimento:
«La settimana scorsa undici milioni di persone fra Italia e Spagna hanno vissuto con noi questo esperimento di televisione europea per la prima volta. La vittoria di questa sfida è certamente dovuta alla tecnica, ma soprattutto all’impegno dei tecnici e di tutto lo staff della radio televisione italiana e della radio televisione spagnola che ha costruito questo grande successo.»
Dall’anteprima della seconda puntata | 27 giugno 1991
Nonostante il successo di pubblico, l’esperimento di Cuando Calienta el Sol, concepito per proseguire anche negli anni successivi, non ha però seguito. Secondo una successiva ricostruzione pubblicata a Tossa de Mar, gli elevati costi di produzione portano a rinunciare a nuove edizioni, lasciando le due dirette del giugno 1991 come un’esperienza unica.