
Periodo dal 2 luglio al 10 settembre 1963
Casa di produzione Rai
Rete Secondo Programma (Rai 2)
Autore Leone Mancini
Regia Lino Procacci
Musiche Lelio Luttazzi
Paese Italia (Roma)
Numero di puntate 11
A pochi mesi dalla conclusione della prima edizione, Il paroliere, questo sconosciuto torna sul Secondo Programma della Rai nell’estate del 1963.
Il successo della prima edizione, trasmessa tra il 1962 e l’inizio del 1963, convince la Rai a riproporre il programma mantenendone sostanzialmente intatto lo spirito ma introducendo alcune novità. Alla base vi è sempre l’idea di portare in primo piano una figura fondamentale eppure generalmente poco conosciuta dal grande pubblico, quella del paroliere, ovvero l’autore dei versi delle canzoni.
La seconda edizione viene annunciata inizialmente come un ciclo di dieci puntate, arrivando poi a comprenderne undici, trasmesse il martedì sera alle 22:10, dal 2 luglio fino alla puntata conclusiva del 10 settembre.
La formula del programma
La seconda edizione de Il paroliere, questo sconosciuto conserva l’impianto che aveva caratterizzato il primo ciclo, introducendo però alcune significative variazioni.
Ogni puntata è costruita intorno al paroliere protagonista, del quale vengono presentati il percorso professionale e le canzoni più popolari, alternando racconto, intervista, gioco ed esibizioni musicali.
La struttura prevede sostanzialmente cinque momenti: la presentazione del paroliere, una breve ricostruzione biografica, l’intervista, l’«esame» e i momenti musicali rievocativi.
Il protagonista viene intervistato da Lelio Luttazzi e Raffaella Carrà che lo accompagnano nel racconto della propria carriera anche attraverso domande “indiscrete e imprevedibili”. Il paroliere rievoca così il primo incontro con il mondo della canzone e gli episodi più curiosi e divertenti della propria attività, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere la persona che si cela dietro versi spesso diventati estremamente popolari.
Come nella prima edizione, arriva poi il momento dell’«esame», durante il quale il paroliere deve dimostrare davanti alle telecamere la propria capacità di improvvisazione. Rispetto al ciclo precedente, però, il meccanismo viene modificato. Se nella prima edizione il paroliere era chiamato a improvvisare un testo su un qualsiasi motivo di successo rivelato all’inizio della puntata con l’apertura di una busta, nella seconda edizione il paroliere viene invitato a scrivere parole nuove per una celebre canzone della quale è stato in passato autore del testo. Come sintetizza efficacemente il Radiocorriere TV, deve in qualche modo “fare la parodia a se stesso”.
Cambiano anche le modalità attraverso le quali vengono raccolti giudizi sulle canzoni dell’ospite. Le domande-lampo rivolte al pubblico, presenti nella prima edizione, lasciano il posto alle cosiddette “interviste volanti” a noti personaggi del mondo dello spettacolo chiamati a esprimere il proprio parere sui testi più conosciuti firmati dal paroliere protagonista. Fra quelli annunciati figurano Sandra Milo, Ave Ninchi e Alberto Lupo.
Alla conversazione e al gioco si alternano i momenti musicali rievocativi, attraverso i quali vengono riascoltati i maggiori successi dell’autore. A interpretarli è innanzitutto il cast musicale fisso della trasmissione, composto da Nicola Arigliano, Fausto Cigliano e Jenny Luna, già presenti nel precedente ciclo, a cui si aggiungono Anna Poli e Loredana che, alternandosi nel corso delle puntate, prendono il posto di Carmen Villani. A questo nucleo stabile si aggiungono in ogni puntata due o tre ospiti, scelti fra cantanti e complessi che hanno legato il proprio nome all’affermazione delle canzoni del paroliere protagonista. In ogni puntata, inoltre, due fantasie musicali sui più grandi successi dell’artista vengono eseguite dal cast musicale fisso e da Lelio Luttazzi al piano.
Un’altra novità riguarda gli applausi. Se nella prima edizione provenivano da un pubblico che rimaneva invisibile agli spettatori, nel nuovo ciclo viene introdotta una vera e propria claque che appare all’interno della trasmissione e prende parte al suo svolgimento. Il capo-claque assume addirittura un ruolo di rilievo, diventando uno dei personaggi della nuova formula. Alla claque è inoltre dedicata una particolare rubrica che anticipa ogni puntata e ne ripercorre la storia, attraverso la rievocazione di episodi accaduti in epoche e luoghi differenti. Il Radiocorriere TV documenta, ad esempio, un episodio ambientato a Bologna nel 1761 raccontato nella quinta puntata e un altro nella Parigi del 1748 riportato nella settima puntata.
La regia della seconda edizione è affidata a Lino Procacci mentre i testi sono ancora una volta di Leone Mancini.
Raffaella Carrà: da «scoperta» a volto familiare della televisione
Per la conduzione, al fianco di Lelio Luttazzi torna Raffaella Carrà. Soltanto pochi mesi prima, alla vigilia della prima edizione, la stampa l’aveva presentata come una giovanissima attrice alla sua prima vera occasione televisiva. Nell’autunno del 1962 Raffaella aveva appena diciannove anni e Il paroliere, questo sconosciuto rappresentava il suo debutto come conduttrice.
Nell’estate successiva la situazione è già cambiata. Il programma viene riproposto e Raffaella viene confermata accanto a Luttazzi e presentata come conduttrice. Non è più soltanto la giovane «scoperta» chiamata ad affiancare un presentatore affermato ma la sua presenza appartiene ormai alla formula stessa della trasmissione. Il suo ruolo, inoltre, non è puramente decorativo. Come nella prima edizione, Raffaella partecipa alle conversazioni con i parolieri, pone le domande insieme a Luttazzi e prende parte ai meccanismi attraverso i quali vengono raccontati gli ospiti.
A confermare quanto rapidamente la popolarità di Raffaella stesse crescendo, arriva un documento particolarmente significativo alla conclusione della serie. Il numero 37 del Radiocorriere TV dell’8-14 settembre 1963 dedica infatti la copertina a Raffaella Carrà. All’interno, la rivista sottolinea come, nonostante la giovane età, Raffaella avesse già alle spalle una considerevole esperienza cinematografica, aggiungendo però che proprio negli ultimi tempi la sua figura era diventata «familiare ai telespettatori» grazie alla conduzione di Il paroliere, questo sconosciuto. È una testimonianza preziosa perché fotografa quasi in presa diretta un passaggio importante della sua carriera, il momento in cui la televisione sta cominciando a trasformare la giovane attrice Raffaella Carrà in un volto riconoscibile dal pubblico italiano.
Le undici puntate
Prima puntata | 2 luglio 1963 | Nisa
La seconda edizione si apre con Nisa, pseudonimo di Nicola Salerno, autore di un repertorio vastissimo che il Radiocorriere TV quantifica in oltre cinquecento canzoni. La puntata inaugura la formula della nuova edizione.
Seconda puntata | 9 luglio 1963 | Alberto Testa
La seconda puntata è dedicata ad Alberto Testa, già annunciato dal Radiocorriere TV, alla vigilia dell’inizio della serie, fra i parolieri che avrebbero preso parte al nuovo ciclo.
Terza puntata | 16 luglio 1963 | Umberto Bertini
Protagonista del terzo appuntamento è Umberto Bertini. La puntata vede la partecipazione di tre artisti che hanno legato i loro nomi alle canzoni del paroliere: Jula De Palma canta Addio, mondo crudele, Lando Fiorini Sotto il cielo di Roma e Achille Togliani Perdonami. Il cast fisso della trasmissione fa riascoltare i suoi più grandi successi.
Quarta puntata | 23 luglio 1963 | Gian Carlo Testoni
Il quarto appuntamento è dedicato a Gian Carlo Testoni, paroliere, giornalista, critico discografico e autore di testi pubblicitari. In omaggio alla sua posizione di punta nel campo jazz, ospite della serata è la Roman New Orleans Jazz Band. Ospiti anche altri artisti che hanno interpretato le canzoni del paroliere: John Foster, Luigi Fiumicelli e Corrado Lojacono.
Una fotografia pubblicata dal Radiocorriere TV (N.30/1963) documenta direttamente la puntata, mostrando Raffaella Carrà, Gian Carlo Testoni e Lelio Luttazzi seduti insieme al tavolo dello studio.
Quinta puntata | 30 luglio 1963 | Tata Giacobetti
La quinta puntata assume quasi il carattere di una serata d’onore dedicata a Giovanni “Tata” Giacobetti, storico componente del Quartetto Cetra e autore della quasi totalità dei testi del gruppo. La presenza di Giacobetti porta inevitabilmente in studio anche gli altri Cetra: Lucia Mannucci, Virgilio Savona e Felice Chiusano.
Il programma ripercorre così oltre vent’anni di attività del Quartetto attraverso una selezione delle sue canzoni. Alla serata partecipano inoltre Natalino Otto, Gorni Kramer, protagonista insieme a Luttazzi di una fantasia dedicata al paroliere, e Van Wood che, accompagnato da un coro di bambini, interpreta Ricordate Marcellino. Compare anche il calciatore Pedro Manfredini, prima intervistato e poi coinvolto nell’esecuzione della canzone sportiva Vavà, Didì, Pelé.
Sesta puntata | 6 agosto 1963 | Mario Panzeri
Il sesto appuntamento è dedicato a Mario Panzeri.
Settima puntata | 13 agosto 1963 | Bruno Pallesi
La settima puntata ha per protagonista Bruno Pallesi, autore e cantante attivo già dagli anni Quaranta. Nel corso della serata vengono riproposte diverse sue canzoni. Tra gli interpreti annunciati figurano Jula De Palma che canta Tua, Daisy Lumini Cucurucu paloma, Betty Curtis Chariot e Fred Bongusto Madeleine auf wiedersehen. Altri successi vengono interpretati dal casi fisso: Fauso Cigliano Buonanotte angelo mio, Jenny Luna Eco sul mare, Nicola Arigliano Amor, mon amour, my love, Loredana Noi.
Ottava puntata | 20 agosto 1963 | Leo Chiosso
L’ottava puntata è dedicata a Leo Chiosso.
Nona puntata | 27 agosto 1963 | Biri, De Simone e Misselvia
Il nono appuntamento rompe la consuetudine del singolo protagonista e viene dedicato a tre paroliere: Biri, De Simone e Misselvia. Il Radiocorriere TV sottolinea esplicitamente la particolarità della scelta. Sono tre donne che hanno saputo imporsi professionalmente in un settore allora prevalentemente maschile.
Alla puntata partecipano, fra gli altri, Gloria Christian, Cocky Mazzetti, Marisa Terzi, Gianni La Comare e Neville Camerun.
Decima puntata | 3 settembre 1963 | Salvatore Palomba e Marcello Zanfagna
La penultima puntata è dedicata a due autori napoletani molto noti tra le nuove generazioni: Salvatore Palomba e Marcello Zanfagna.
Nel corso della trasmissione intervengono, oltre ai cantanti fissi, Remo Germani, Nunzio Gallo (che canta Sedici anni), Carol Danell (Chiaro di luna a S. Angelo d’Ischia di Palomba), Gina Armani (Pecché te sto vicino di Zanfagna) e Enzo Guarini (‘Nterra ‘a rena di Zanfagna e ‘A pianta ‘e stelle di Palomba, oltre a recitare con Fausto Cigliano alcune famose liriche napoletane).
Il programma propone inoltre altre canzoni dei due autori, fra cui ‘O lampione e Vieneme ‘nzuonno, affidate Fausto Cigliano, Celeste e Notte mia interpretate da Nicola Arigliano, Stasera si cantata da Loredana e infine ‘E mmane ‘e luna da Jenny Luna.
Il cast fisso di cantanti esegue anche una fantasia di successi del paroliere e Lelio Luttazzi ne propone un’altra al piano.
Anche in questa occasione i protagonisti vengono invitati a cimentarsi nella consueta prova di scrivere un nuovo testo per una loro vecchia canzone, una per ciascun autore.
Undicesima puntata | 10 settembre 1963 | Sei cantautori in passerella
L’ultima puntata cambia ancora una volta prospettiva e si concentra su una figura che proprio in quegli anni sta assumendo un peso crescente nella musica italiana: il cantautore.
I protagonisti annunciati sono Carlo Rossi, Edoardo Vianello, Pino Donaggio, Gianni Meccia, Luigi Tenco e Sergio Endrigo.
Nel corso della serata vengono riproposti alcuni dei loro brani più conosciuti. Pino Donaggio interpreta Il cane di stoffa mentre la sua canzone più nota, Come sinfonia, viene eseguita da Loredana. Gianni Meccia si esibisce in La nottola di notte mentre il suo successo Alzo la vela viene intrpretata da Jenny Luna. Luigi Tenco canta Il mio regno mentre il suo pezzo Quando è interpretato da Nicola Arigliano. Sergio Endrigo si esibisce in Viva Maddalena mentre Luttazzi lo omaggia con Aria di neve. Infine, Edoardo Vianello si esibisce in una fantasia di canzoni scritte con Carlo Rossi. Proprio di quest’ultima esibizione è sopravvissuto un rarissimo frammento filmato nel quale è possibile osservare anche lo studio della trasmissione.
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