Il gran concerto

Il Gran Concerto è un programma televisivo ideato da Raffaella Carrà e Sergio Japino, trasmesso da Rai 3 tra il 2008 e il 2011. Il progetto nasce con l’obiettivo di avvicinare il pubblico più giovane alla musica classica attraverso un linguaggio televisivo accessibile, basato sull’interazione diretta tra bambini, musicisti e ospiti.

Il programma è ispirato al format della televisione pubblica spagnola El Conciertazo, trasmesso su TVE dal 2000 al 2009, inizialmente sul canale La 1 e successivamente su La 2. Non si tratta però di un adattamento italiano ma di una totale riscrittura.

Il programma è condotto da Alessandro Greco e realizzato presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, con la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta per il programma dal primo violino Alessandro Milani. In ogni puntata centinaia di bambini presenti in platea prendono parte alle attività proposte, salendo sul palco, dirigendo simbolicamente l’orchestra, scoprendo il funzionamento degli strumenti musicali e partecipando a giochi e momenti didattici legati alla musica.

Sergio Japino, Alessandro Greco e Raffaella Carrà durante la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione de Il Gran Concerto, tenutasi presso la sede Rai di Viale Mazzini di Roma il 10 settembre 2009.

L’idea alla base del programma è riassunta nella filosofia della “musica come divertimento”, ovvero presentare la musica classica come un’esperienza accessibile e coinvolgente, capace di intrattenere e stimolare la curiosità dei più giovani.

Nel corso delle puntate vengono eseguiti dal vivo brani concertistici, lirici e di balletto, spesso accompagnati da coreografie e interventi di cantanti lirici, ballerini e giovani musicisti. Il programma mira così a mostrare la musica classica non come un repertorio distante ma come parte viva della cultura e dell’intrattenimento.

Prima edizione (2008)

Il direttore di Rai 3 Paolo Ruffini, Raffaella Carrà e Alessandro Greco durante la conferenza stampa di presentazione della prima edizione de Il Gran Concerto (2008).

La prima edizione è composta da 13 puntate, trasmesse su Rai 3 la domenica mattina alle 9:10, a partire dal 7 settembre 2008.

Il programma vede la partecipazione di oltre 500 bambini dai cinque anni in su e si propone di avvicinare i più giovani alla musica classica attraverso l’esperienza diretta dell’orchestra e dei suoi strumenti. I bambini partecipano attivamente, salendo sul podio per dirigere simbolicamente l’orchestra, imparando a seguire il ritmo e scoprendo il significato di spartiti e composizioni.

Gli autori spiegano il senso del progetto affermando:

«Avvicinare i bambini alla musica classica costituisce, oggi uno degli impegni prioritari di tutte le istituzioni musicali e non del nostro paese: non soltanto perché la musica, come è stato dimostrato da decenni di studi, contribuisce significativamente allo sviluppo cognitivo dei bambini, ma perché, specie per quanto riguarda l’Italia, è parte fondamentale della nostra cultura.»

La filosofia del programma viene sintetizzata nelle parole degli stessi autori:

«La filosofia del programma è quella della ‘musica come divertimento’, per far scoprire ai più giovani una semplice (ma spesso dimenticata) verità: anche la musica classica, al pari di quella che per lo più i giovani conoscono e amano oggi, è nata con lo scopo principale di intrattenere, divertire, rendere più bella la vita di ogni giorno.»

Seconda edizione (2009)

La seconda edizione del programma va in onda su Rai 3 dal 20 settembre 2009, sempre la domenica alle 9:10, per un totale di 13 puntate.

La struttura del programma rimane simile a quella della prima edizione ma viene arricchita con nuove attività e con un maggiore coinvolgimento dei bambini presenti in platea, che arrivano a circa 700 partecipanti.

Accanto all’esecuzione dei brani musicali dal vivo da parte dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, il programma propone esperienze pratiche e momenti di gioco per avvicinare i bambini alla musica. Tra le attività proposte vi sono esercizi di direzione d’orchestra, lezioni di danza classica, interpretazioni coreografiche ispirate ai brani eseguiti e spiegazioni dei principali elementi del linguaggio musicale.

Raffaella Carrà, Sergio Japino, durante le registrazioni della seconda edizione de Il Gran Concerto (2009).

In questa edizione vengono inoltre introdotte le esibizioni di giovani musicisti, come gli allievi dell’Accademia Suzuki di Torino, che in alcune puntate suonano insieme all’orchestra.

Raffaella Carrà descrive il senso del progetto con queste parole:

«Dall’età di tre anni sono stata profondamente attratta dalla musica classica. Ha mosso in me emozione, fantasia e amore per la vita. Per questo sono felice, attraverso Il Gran Concerto, di poter trasmettere questi sentimenti ai bambini e…non solo.»

Il direttore di Rai 3 Paolo Ruffini commenta così il successo della prima edizione, arrivata a toccare anche il 12% di share, e l’avvio della seconda:

«La prima edizione de Il Gran Concerto ha rappresentato una scommessa vinta, non solo sul piano degli ascolti. Con questa seconda edizione la sfida continua – in linea con la filosofia della rete – con il doppio obiettivo di dimostrare che la musica classica può essere alla portata di tutti, e, ancora una volta, che è possibile realizzare programmi di qualità e di successo che stimolano la creatività dei bambini. Un’altra televisione è possibile. Raitre ne è la dimostrazione con tutti i suoi programmi. Il Gran Concerto è il frutto di un felice lavoro di squadra che ha coinvolto tutti, dagli autori, alla rete, al centro di Produzione Rai di Torino, all’Orchestra Sinfonica della Rai, fino, appunto, ai bambini: soggetti attivi di un programma che siamo convinti avrà qualcosa da raccontare a loro e anche agli adulti.»

Sergio Japino, Alessandro Greco e Raffaella Carrà durante la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione de Il Gran Concerto, tenutasi presso la sede Rai di Viale Mazzini di Roma il 10 settembre 2009.

Terza edizione (2010)

Locandina della terza edizione de Il Gran Concerto (2010).

La terza edizione debutta su Rai 3 il 18 settembre 2010, con 13 puntate, trasmesse il sabato mattina alle 10:30.

Il programma introduce alcune novità nei contenuti, tra cui una maggiore presenza dell’opera lirica e una puntata dedicata a Giuseppe Verdi e alla nascita dello Stato italiano.

Tra gli ospiti principali dell’edizione figura il violinista Uto Ughi, che partecipa alle puntate con momenti didattici dedicati allo studio del violino e con esibizioni insieme agli allievi della Scuola Suzuki di Torino.

Nel corso delle puntate vengono inoltre proposte colonne sonore di celebri film, con musiche di autori come Nino Rota, Aaron Copland, Leonard Bernstein e Gene de Paul, oltre a coreografie di tango e valzer interpretate dai ballerini Dima Pakhomov e Alessandra Mason.

Il direttore di Rai 3 Paolo Ruffini sottolinea il valore del programma nella programmazione della rete:

«Anche se la Melevisione ed E’ Domenica Papà non vanno più in onda sulla tv generalista Raitre continua a rivolgere grande attenzione ai bambini e alla famiglia con la sua programmazione quotidiana, coniugando qualità, cultura e intrattenimento. Ne è prova anche IL Gran Concerto, un programma di cultura musicale adatto a tutti, che non a caso quest’anno abbiamo scelto di trasmettere in un orario di maggiore visibilità, il sabato alle 10.30.»

Raffaella Carrà racconta inoltre un episodio legato alla visione televisiva dell’opera lirica che ha contribuito a rafforzare la filosofia del programma:

«Il Rigoletto è un lavoro magnifico. Ammetto di averlo seguito con più interesse da quando scrivo Il Gran Concerto, e che ho faticato un po’ nei primi 20 minuti a seguire il testo. Poi ho avuto l’idea di inserire la pagina 777 di Televideo, e quei sottotitoli così ben fatti mi hanno fatto entrare con intensità nella storia ed apprezzare maggiormente le emozioni che i musicisti e gli interpreti mi trasmettevano. Sono una grande ammiratrice dell’Orchestra Sinfonica della RAI, che ne Il Gran Concerto ci ha sempre regalato una preziosissima collaborazione sia professionale che umana. Il successo del Rigoletto mi convince ancor più di quanto sia importante sin dall’infanzia avere nell’orecchio la Grande Musica, e spero che Il Gran Concerto possa vivere a lungo.»

Quarta edizione (2011)

La quarta edizione viene trasmessa su Rai 3 dal 8 ottobre 2011, il sabato alle 10:25, per 12 puntate, a cui si aggiunge uno speciale in prima serata il giorno di Natale.

La durata del programma viene estesa a 45 minuti, circa quindici minuti in più rispetto alle edizioni precedenti.

In un’intervista al Radiocorriere TV, Raffaella Carrà sottolinea il ritmo e l’impostazione narrativa del programma, pensato per mantenere viva l’attenzione dei più giovani:

«Io ho questa forte convinzione: magari mi sbaglio, ma secondo me non annoia mai, ha la velocità del fulmine, non c’è mai un momento di “caduta” e anche quando ci sono musiche più difficili ci sono le coreografie che spiegano.»

Anche in questa stagione restano centrali l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, i bambini presenti in platea e il ruolo di collegamento svolto da Alessandro Greco tra palco e pubblico.

Tra le novità principali vi è la presenza di giovani talenti provenienti dai conservatori italiani, invitati a esibirsi durante le puntate. Il primo ospite di questa serie è il violinista Ruben Giuliani, allievo del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

Raffaella Carrà, intervistata dal Radiocorriere TV, descrive il programma con queste parole:

«È un programma “interattivo” umanamente straordinario per l’impegno e la passione di tutti. Di Alessandro che fa da “ponte” tra due mondi, dei musicisti dell’Orchestra Rai che hanno dato tutto in questa operazione culturale, impegnandosi per far “vibrare” e divertire i bambini, tornando essi stessi bambini, e dei più giovani che non sono solo spettatori, ma vivono il programma, salgono sul palco e, grazie alle “magie” di sarti, truccatori e costumisti Rai, diventano protagonisti. È un modo di proporre un modello. Io credo che la tv non debba educare, ma dare modelli che abbiano in sé una positività tale da indurre a copiarli. Porgere la musica classica in modo gioioso e che non annoi è il segreto di questo programma e la presenza degli adulti, davanti alla tv, è fondamentale. C’è bisogno che i genitori siano incuriositi da questo programma per portare i propri figli per mano verso la grande musica. E con Il Gran Concerto mi sembra di fare la tv di un tempo: quella capace di “parlare” con i telespettatori.

Parlando delle coreografie, ricordo che è stata la danza classica a portarmi ad amare la musica classica da quando avevo tre anni e mezzo. Io non giocavo con le bambole, ma andavo al Teatro Comunale di Bologna e studiavo danza. Tornavo a casa e il mio gioco era fare il direttore d’orchestra, con i dischi. Oppure prendevo dei bottoni e mi creavo cinquanta, sessanta ballerini, tanto lì non c’erano problemi di budget, e mettevo su, che so, Mussorgskij piuttosto che Chopin o Debussy e facevo delle coreografie straordinarie. È il programma che è il mio sogno da bambina e che diventa realtà quando ho già una certa età. È incredibile e sono felicissima che la Rete abbia “sposato” questa idea che io amo tantissimo.»

Rispondendo a una domanda sul rapporto tra Il Gran Concerto e la televisione contemporanea, Carrà definisce il programma come un progetto televisivo “controcorrente”:

«Oggi noi andiamo controcorrente. Ed è durissima, perché c’è il vento di bolina, non quello che ti aiuta, ma proprio quello che ti viene in faccia. Ma noi stiamo andando bene. Il programma è già stato premiato l’anno scorso, e io ho avuto dei premi anche come autore dall’Università di Bologna perché chi si occupa di infanzia o di musica classica, grazie a Dio, si accorge che esiste. E noi vorremmo fare breccia, siamo andati a cercare giovani talenti anche nei Conservatori italiani. Perchè se solo un bambino, vedendo un ragazzino che suona il pianoforte, dice: ‘mamma, mi fai provare ad andare a lezione di piano?’ ecco, noi abbiamo vinto la nostra battaglia… non la guerra, ma la battaglia…»

Il conduttore Alessandro Greco ricorda l’inizio della sua partecipazione al progetto:

«Quando abbiamo cominciato, nel 2008, sono stato chiamato da Raffaella Carrà e da Sergio Iapino che volevano parlarmi di questo progetto e, di istinto, la risposta è stata ‘assolutamente sì’. Perché il rapporto personale e il connubio professionale sono tali che a loro andava detto soltanto ‘sì’, anche per un debito di gratitudine e di riconoscenza per avermi portato in tv nel ’97. Ma, a parte questo, quando mi hanno parlato del Gran Concerto ho avuto subito la percezione di come questo programma potesse essere importante per la mia carriera, per il mio curriculum e per la mia formazione di conduttore: c’è sempre da imparare e ho imparato – ancora di più attraverso il Gran Concerto – che la buona televisione esiste e che con il coraggio e l’impegno da parte di tutti si può continuare a proporla ai telespettatori.»