1981 | Raffaella Carrà in tournée con “Carrà Año 2000”

La brochure originale dello show realizzata per il debutto in Argentina è stata una fonte preziosa per ricostruire la struttura di questo tour partendo da una fonte ufficiale. Accanto a questa, molti dettagli e curiosità riportati in questo report, provengono dalla voce di Raffaella stessa grazie ad un articolo del settimanale argentino La Semana a firma di Luciano Tanto, contenente un’intervista rilasciata da Raffaella a Roma alla vigilia del debutto dello show in Argentina.

1981 | Brochure argentina dello show Carrà Año 2000.
Audio
Registrazione audio di un concerto della tournée Carrà Año 2000 a Buenos Aires, nell’anfiteatro de La Rural – Predio Ferial de Buenos Aires, il 27 febbraio 1981. La Rural è uno storico centro espositivo e fieristico nato nel 1878 nel quartiere di Palermo, utilizzato per fiere agricole, concerti, eventi culturali e festival musicali. Lo spettacolo di Raffaella Carrà inaugurò l’Expomovil del 1981, evento di esposizione automobilistica ospitato da La Rural dal 27 febbraio al 22 marzo 1981. Questa sarebbe dovuta essere l’ultima data prevista per Buenos Aires, prima di partire per altre tappe del tour ma, a grande richiesta, Raffaella ripropose nuovamente lo show al Teatro Ópera di Buenos Aires il 3 e 4 marzo dello stesso anno.
Video
Spot televisivo argentino di ATC (Argentina Televisora Color) per sponsorizzare i concerti del 4 e 5 febbraio 1981 al Teatro Ópera di Buenos Aires.
Spot televisivo di ATC (Argentina Televisora Color) per l’evento Expomovil, dal 27 febbraio al 22 marzo 1981, con lo spettacolo di Raffaella Carrà previsto per l’inaugurazione.
Spot televisivo argentino di ATC (Argentina Televisora Color) per sponsorizzare i concerti del 3 e 4 marzo 1981 al Teatro Ópera di Buenos Aires.
Scaletta

Introduzione – Raff shaking
Que loca estoy
Buen amor
Pedro
Yo no se vivir sin ti
There’s no business
Hello dolly
Steam heat
Lucky star
Hair
Day by day
Jesus Christ Superstar
I got rhythm
My fair lady
Can can
Susy
Carrà Carrà
Maria Marì
Down by the river side
New York, New York
Innes Marines USA
Funky street
Rapsody in blue
Golden boy
Is not she lovely?
My man
Tutti frutti
Wholla Lotta
Night and day
Memphis Tennessee
Are you lonesome tonight
Baby face
Lola
Raff shaking
Ringraziamenti
Fiesta
Rumore

Carrà Año 2000 è la sesta tournée di Raffaella Carrà, andata in scena nel 1981. Pensata appositamente per il pubblico latinoamericano, nasce in un periodo di intensa attività internazionale, durante il quale la popolarità di Raffaella si estende ben oltre i confini italiani.

Lo spettacolo riprende alcuni elementi del teatro di rivista ma li combina con una formula musicale contemporanea. L’obiettivo è offrire agli spettatori un momento di evasione attraverso la musica e la danza.

«Lo que yo le propongo al público es una hora de fantasía, una especie de huelga contra los problemas de la vida, una hora muy necesaria»

La Semana, Luciano Tanto, Raffaella, otra vez en Buenos Aires, data da verificare).

Il titolo Carrà Año 2000 sembra riprendere una definizione utilizzata dalla giornalista Sibila Camps in una recensione della precedente tournée argentina Applauso intitolata «Perfección de su espectáculo: Raffaella Carrà es una figura del año 2000», pubblicata sul quotidiano La Opinión e citata all’interno della brochure promozionale.

La produzione

La produzione generale di Carrà Año 2000 è affidata a Zodíaco S.A. Il coordinamento generale è affidato a Juan Bustos Moyano, mentre Héctor Marrone e Ovidio García figurano come manager della produzione.

Il budget supera gli 800 mila dollari, un investimento imponente per un progetto ambizioso.

«Abbiamo deciso di fare qualcosa di totalmente diverso, nuovo, con più di 300 abiti di altissima qualità. Abbiamo scommesso sul successo e naturalmente il successo costa sempre molto.»

Raffaella è affiancata da un corpo di ballo composto da dieci ballerini. Quando la stampa le chiede come mai il suo corpo di ballo sia composto da soli uomini, Raffaella risponde ironicamente.

«No sólo porque así no tengo competencia, sino porque además complazco a las mujeres que vengan a ver el espectáculo»

La Semana, Luciano Tanto, Raffaella, otra vez en Buenos Aires, data da verificare).

La brochure riporta i nomi dei ballerini: John Alasdair, Saverio Ariemma, Claudio Cilli, Bartolomeo Giulio Di Corato, Raúl Córdoba, Giuseppe Dibella, Marco Garofalo, Sergio Japino, Walter Lucchini e Ferdinando Piscitelli.

La direzione coreografica è affidata a Gino Landi mentre Sergio Japino collabora alla preparazione delle coreografie come assistente.

La brochure riporta che la realizzazione degli abiti è affidata a Milena Pintus e Agnese Costantini. Raffaella indossa molti costumi riconducibili in realtà a Luca Sabatelli. Gli oltre trecento costumi previsti dalla produzione consentono di accompagnare i diversi numeri con continui cambiamenti di immagine, passando dalle atmosfere della rivista a quelle dei musical e delle canzoni contemporanee.

1981 | Abito di Luca Sabatelli indossato da Raffaella durante il medley iniziale dello show. A sinistra il bozzetto originale.

Crediti foto: Sito web di Luca Sabatelli.

1981 | Abito riconducibile a Luca Sabatelli con cui Raffaella canta Maria Marì.

Una particolare attenzione viene riservata anche alla componente sonora. Secondo quanto riportato da Luciano Tanto, lo spettacolo dispone di un impianto di amplificazione da 12.000 watt, destinato a sostenere le esecuzioni musicali anche negli spazi di grandi dimensioni.

La brochure conserva inoltre i nomi dei sette tecnici incaricati delle luci e del suono: Mario Toscano, Michael Thomas Brill, Giuseppe Dandolo, Rudy Guercini, Sebastiano Pallotino, Ferdinando Scarpa e Claudio Veschini.

Lo show è sponsorizzato da Aerolíneas Argentinas.

Il repertorio

Lo show è basato sulle tracce dell’album Mi spendo tutto, pubblicato in Sud America con i titoli alternativi Barbara e Latino. Accanto al nuovo repertorio di Raffaella, un’ampia parte dello spettacolo e dedicata a numeri musicali ispirati alle grandi produzioni di Broadway e Hollywood. La particolare impostazione dello show riflette la volontà di divertirsi e di giocare con gli stili, demistificando il teatro di rivista “ma con dolcezza”.

La brochure originale di Carrà Año 2000 conserva un elenco di trenta titoli musicali, che permette di ricostruire l’ampiezza del repertorio scelto per la produzione.

Lo spettacolo si apre con un medley di nuovi pezzi di Raffaella che comprende Que Loca Estoy, Buen Amor, Pedro e Yo no se vivir sin ti.

Segue un blocco dedicato ad un’ampia selezione di numeri provenienti dal teatro musicale internazionale con i pezzi There’s No Business, Hello, Dolly!, Steam Heat, Lucky Star, Hair, Day by Day, Jesus Christ Superstar, I Got Rhythm, My Fair Lady, Can Can e Susy.

Dopo una breve pausa con il balletto Carrà Carrà eseguito dal corpodi ballo, Raffaella torna in scena cantando Maria Marì, una sua canzone nuova. Durante l’esibizione, invita il pubblico a cantare con lei il ritornello della canzone.

Segue un secondo blocco dedicato a generi musicali molto diversi tra di loro. In questa parte dello spettacolo convivono standard jazz, canzoni popolari, brani rock and roll e composizioni che richiamano il repertorio orchestrale americano. I brani eseguiti sono Down by the Riverside, New York, New York, Inno Marines USA, Funky Street, Rapsody in Blue, Golden Boy, Is Not She Lovely?, My Man, Tutti Frutti, Wholla Lotta, Night and Day, Memphis Tennessee, Are You Lonesome Tonight, Baby Face e Lola.

Il finale del concerto è solitamente Fiesta. Occasionalmente Raffaella interpreta anche altri suoi famosi pezzi del passato come 0303456 o Rumore.

Fotogallery | Immagini da uno show in Argentina nel febbraio 1981

Le prove e gli spettacoli

La preparazione dello show viene raccontata dal giornalista Luciano Tanto nell’articolo “Raffaella, otra vez en Buenos Aires”, pubblicato sul settimanale argentino La Semana. Il giornalista incontra Raffaella durante le prove generali, organizzate in un grande cinema alla periferia di Roma, poco prima della partenza per Buenos Aires.

Le fotografie di Víctor Sokolowicz, che accompagnano l’articolo, documentano alcuni momenti delle prove romane. Raffaella appare circondata dai ballerini in diverse sequenze coreografiche, tra sollevamenti e acrobazie.

Alla vigilia della prima, Raffaella dichiara che lo spettacolo “sorprenderà tutti per la sua qualità e la capacità di rinnovamento”.

Il debutto è al Teatro Ópera di Buenos Aires il 4 febbraio. Le rappresentazioni previste sono due, 4 e 5 febbraio, e sono accompagnate da uno spot promozionale trasmesso da ATC, Argentina Televisora Color.

Di seguito, riportiamo alcune delle tappe che siamo riusciti a documentare:

Il 27 febbraio Raffaella partecipa a Expomóvil 1981, la manifestazione automobilistica organizzata nel complesso fieristico de La Rural, nel quartiere Palermo di Buenos Aires. Dell’esibizione abbiamo recuperato e condiviso una rara registrazione audio che documenta la successione dei brani musicali e gli interventi dell’artista.

Il programma argentino comprende anche due nuove rappresentazioni al Teatro Ópera, il 3 e 4 marzo, annunciate sempre attraverso spot televisivi.

Il 10 marzo Raffaella si esibisce in Uruguay nella città di Salto.

L’11 marzo è a Paysandú. Quest’ultima rappresentazione si svolge nello Stadio Cerrado Municipal, oggi denominato Estadio 8 de Junio, e costituisce il primo grande spettacolo internazionale ospitato nell’impianto. L’evento viene ricordato dal quotidiano uruguaiano El Telégrafo in due articoli pubblicati nel 2021 e nel 2024 che recuperano testimonianze e ricordi della serata. Per accogliere la produzione viene costruito un palcoscenico in corrispondenza della tribuna nord mentre la superficie destinata abitualmente alle attività sportive viene trasformata in platea. Il concerto richiama una folla eccezionale, al punto che gli spettatori occupano non soltanto le tribune ma anche la platea ricavata sul campo di gioco e i passaggi superiori dello stadio. Il prezzo del biglietto d’ingresso è fissato a 50 nuevos pesos, una cifra che non scoraggia la partecipazione del pubblico. La rappresentazione viene ricordata anche per l’imponente apparato scenico e tecnico. Le coreografie, i costumi, le luci e l’impianto di amplificazione accompagnano una produzione di dimensioni insolite per lo stadio, che proprio con l’arrivo di Raffaella inaugura una stagione di grandi spettacoli internazionali destinata a proseguire negli anni successivi. Prima del concerto, Raffaella incontra i giornalisti locali presso la Dirección de Cultura di Paysandú, nella sala oggi intitolata a Elsa Morales. Durante l’incontro parla del proprio lavoro e della possibilità, allora immaginata, di abbandonare in futuro le esibizioni per dedicarsi ad attività creative.

«Yo pienso trabajar dos años en esto, no más porque es muy difícil y me encantaría dejar todo este momento mágico, este camino estupendo pero irreal, porque la vida real es hacer las compras y todo eso que yo no hago. Por eso termino esta carrera y pienso ocuparme a nivel creativo» (El Telégrafo, «Murió Raffaella Carrá, primera gran estrella que actuó en Paysandú en los años ochenta», 6 luglio 2021).

Il quotidiano recupera anche alcuni giudizi pubblicati all’indomani dello spettacolo. José A. García Dantaz descrive il successo della serata ricorrendo alla celebre formula latina, adattata al nome dell’artista, «Raffaella veni, vidi, vici» (El Telégrafo, recensione del 1981 citata nell’articolo del 6 luglio 2021).

Un’altra testimonianza, ripresa nello stesso articolo, ricorda l’impressione suscitata dall’esibizione e dalla risposta degli spettatori: «Raffaella Carrá deslumbró a todos» (El Telégrafo, testimonianza del 1981 riprodotta il 6 luglio 2021).

La serata dell’11 marzo rimane nella memoria cittadina anche per il ruolo che assume nella storia dello Stadio Cerrado Municipal. Negli anni successivi l’impianto ospita numerosi artisti internazionali, tra cui José Luis Perales, Sergio Denis, Pimpinela e Manolo Galván. Nel ricostruire quella stagione, El Telégrafo individua proprio nel concerto di Carrà Año 2000 l’inizio di un nuovo ciclo di spettacoli musicali nella città (El Telégrafo, «Deportes, espectáculos y mucho más», 28 luglio 2024).