Il caso “Venere privata”

Il caso “Venere privata” è un film del 1970 diretto da Yves Boisset, tratto dal romanzo Venere privata di Giorgio Scerbanenco. Pubblicato nel 1966, il romanzo appartiene al filone poliziesco ed è il primo titolo della serie dedicata all’investigatore Duca Lamberti, figura destinata a diventare centrale nell’universo narrativo dello scrittore.

Poster ufficiale del film.

L’adattamento cinematografico è una coproduzione Italia (30%)/Francia (70%) e porta sullo schermo le atmosfere dure, metropolitane e inquietanti tipiche di Scerbanenco, traducendo in immagini un intreccio segnato da indagini, segreti e tensioni morali.

Raffaella Carrà e Renaud Verley in una scena del film.

Nel cast compare Raffaella Carrà, allora ventisettenne, nel ruolo della modella Alberta, vittima di un omicidio. Proprio nell’ottobre di quello stesso anno, Raffaella avrebbe affiancato Corrado alla conduzione di Canzonissima ’70, evento che ne sancì la definitiva consacrazione come volto amatissimo dal grande pubblico.

Per il film era stato preventivato un costo di 200 milioni di lire ma, a termine dei lavori, il costo reale della produzione fu di 191.608.513 lire.

Cast

Bruno Cremer Duca Lamberti
Renaud Verley Davide Auseri
Raffaella Carrà Alberta Radelli
Mario Adorf fotografo
Marianne Comtell Livia Ussaro
Marina Bert sorella di Alberta
Claudio Gora questore Luigi Càrrua
Jean Martin maggiordomo
Rufus assistente del fotografo
Agostina Belli Mara
Vanna Brosio Marilina

Trama

A Milano, l’ex medico Duca Lamberti, radiato dall’ordine dopo aver praticato un atto di eutanasia, viene incaricato di seguire Davide Auseri, giovane benestante precipitato in una depressione profonda. Lamberti capisce presto che il malessere del ragazzo è legato alla morte di Alberta Radelli, una giovane che Davide aveva conosciuto per caso e con cui aveva vissuto una breve avventura, liquidandola poi con leggerezza. Per Alberta, però, quell’incontro rappresentava la possibilità di fuggire da una vita segnata da precarietà e umiliazioni; per questo, lo aveva implorato di non lasciarla, confessandogli di sentirsi minacciata.

Il giorno dopo, Alberta viene trovata morta in un campo. Davide, convinto che si sia tolta la vita, si sente responsabile e scivola nell’alcol, arrivando a tentare il suicidio. Lamberti, tuttavia, non crede alla versione più semplice: un rullino Minox con fotografie di nudo, che Davide possiede senza saperlo, suggerisce un retroscena diverso. Indagando, emerge che Alberta aveva posato per un misterioso fotografo in cambio di denaro — e che, prima di andarsene, gli aveva sottratto gli scatti più compromettenti.

Deciso a chiarire cosa sia davvero accaduto, Lamberti coinvolge Davide nelle ricerche. Con l’aiuto di Livia, amica di Alberta, che si offre come esca fingendosi modella, riescono a rintracciare lo studio. Ma l’uomo capisce il tranello: Livia viene immobilizzata e la situazione precipita. L’irruzione di Lamberti e Davide svela finalmente la verità — il fotografo è un criminale sadico e senza scrupoli, responsabile dell’uccisione di Alberta.

Messo alle strette, fugge in auto. Davide lo insegue in una corsa disperata che si conclude in tragedia: nel tentativo di liberarsi dell’inseguitore, il killer perde il controllo del veicolo e muore, lasciando emergere, con crudele chiarezza, la catena di violenze e colpe che aveva travolto tutti i protagonisti.

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