
Rivista ABC
Numero 70
Data 15 novembre 1979
Paese Perù
La pubblicità può fare tutto. Dall’idolatrare un personaggio al minimizzarlo come essere umano. È un fenomeno impossibile da evitare, almeno di questi tempi. Artisti con un po’ di talento, con una buona promozione e pubblicità, possono costruirsi un’immagine e far sì che il pubblico medio, che quasi sempre si lascia prendere per mano, veda una superstar dove non ce n’è. Non è il caso di Raffaella Carrà.
La star italiana è arrivata nel nostro Paese preceduta da un cast enorme. Le sue registrazioni speciali per la televisione spagnola, trasmesse a Lima, ci hanno mostrato una grande artista, di grande talento, che, insieme alle sue doti canore e di ballerina, univa bellezza e “qualità angelica”, essenziali per il successo.
Lima l’aspettava, così come i giornalisti, e la show-woman, che, secondo le indiscrezioni, si comportava in modo pessimo con la stampa in altri Paesi, ha cercato di essere un esempio di gentilezza, semplicità e professionalità qui in Perù.
C’era molta incredulità riguardo all’arrivo di Raffaella Carrà in Perù. Era difficile immaginare che una compagnia nazionale potesse soddisfare le richieste finanziarie dell’artista. Si parlava di milioni di soles per la sua esibizione sui palchi di Lima, e chi sosteneva che sarebbero stati pagati più di 15 milioni di soles non era lontano dalla verità. Inizialmente, era stato annunciato che avrebbe fatto una sola esibizione, per un gruppo specifico che poteva pagare tra i 7.000 e i 10.000 soles a persona. Tuttavia, la pressione dei fan fu così forte che si dovette organizzare un’esibizione “popolare”, con prezzi non proprio accessibili, al Coliseo Amauta.
Forse a causa di una mancanza di comunicazione tra la compagnia “Repreinter”, che aveva ingaggiato l’artista, e Raffaella Carrà, i giornalisti erano confusi sull’arrivo de “La Torbellino”, come è conosciuta la star italiana.
Lunedì 5, l’artista era attesa con impazienza, ma non arrivò mai. Arrivarono solo i membri della sua compagnia di danza e i suoi tecnici di audio e luci. Solo il giorno dopo, verso mezzanotte, visibilmente stanca, sebbene cercasse di compiacere la stampa e i fan di istanza al nostro primo aeroporto, Raffaella scese i gradini del jet che l’aveva portata da Santiago del Cile, dove due giorni prima era stata dichiarata persona non grata dalla stampa locale.
Rispetto ad altri artisti che hanno visitato Lima – Julio Iglesias, Raphael, Roberto Carlos, Manolo Otero e Barry White – le forze di polizia, il numero di fan e il numero di giornalisti erano immensamente maggiori, forse soprattutto perché La Carrà è una donna bellissima e molto più “star” dei suddetti.
IL PUEBLO HYATT HOTEL NON OFFRE SICUREZZA
Ultimamente, forse a causa dell’eccessiva pubblicità, tutti gli stranieri che visitano Lima soggiornano al Pueblo Hyatt Hotel. Raffaella Carrà non ha fatto eccezione. Chiaro che, sicuramente, su suggerimento degli impresari, perché altrimenti non potremmo spiegare questa decisione. Non bastava che le fosse stato concesso un bungalow situato ai piedi di una collina nell’area riservata, perché mancava di sicurezza. A cominciare dal fatto che chiunque, senza doversi identificare, poteva entrare in quell’hotel, cosa piuttosto curiosa.
Non abbiamo mai visto le misure di sicurezza che Raffaella Carrà avrebbe dovuto adottare. Tenevamo costantemente d’occhio lei e il suo staff, ed era sempre sola. Inoltre, i dipendenti del Pueblo Hyatt Hotel comunicavano apertamente a chiunque ne facesse richiesta il numero del bungalow dell’artista italiana e dei suoi ballerini. È un favore fatto all’artista?
Al mattino, Raffaella si allenava per mantenersi in forma e poi nuotava in piscina, ma quasi sempre era circondata da persone estranee al cast. In lontananza, si sentivano le sue urla isteriche quando i suoi capricci non venivano soddisfatti. Dopotutto, le star hanno il diritto di comportarsi in questo modo, no? Ora, passata l’euforia, naturale per la presenza di un ospite così illustre, e dopo aver analizzato la situazione con calma, dopo l’immensa pubblicità e la copertura mediatica che sostenevano che tutto si fosse svolto alla perfezione, ci chiediamo: i responsabili del Pueblo Hyatt Hotel sapevano che nelle loro stanze si svolgevano orge ogni sera? I responsabili del Pueblo Hyatt Hotel sapevano che persino le stanze di alcuni membri del cast di Raffaella Carrà erano frequentate da giovani donne attraenti in cerca di un’avventura intima? I responsabili del Pueblo Hyatt Hotel sapevano che, a causa delle debolezze sessuali di quasi tutti i ballerini della Carrà, si verificavano spiacevoli incidenti nelle varie stanze?
UNA CONFERENZA STAMPA PER FARE PRATICA
Industrial Sono Radio, l’etichetta discografica che distribuisce le canzoni di Raffaella Carrà nel nostro Paese, si è occupata di organizzare la conferenza stampa. I suoi promotori hanno soddisfatto le aspettative di un’industria di qualità; purtroppo, però, i cinquanta inviti che dovevano essere distribuiti ai principali media non sono stati sufficienti perché, come sempre, sono apparsi innumerevoli giornali, riviste e programmi radiofonici con scarsa diffusione, ostacolando così il lavoro giornalistico. Risultato: più di 300 persone presenti, la maggior parte delle quali in veste di giornalisti. Domande come: “Si sente realizzata come donna?”, “Perché non ha musica peruviana nel suo repertorio?” o “Contribuisce economicamente per aiutare i bambini?” sono state poste da persone che senza dubbio mancavano del minimo acume giornalistico, eppure la star italiana ha risposto con gentilezza, dimostrando maturità e comprensione. A un certo punto, il compositore Mario Cavagnaro, che sosteneva di essere uno dei fondatori dell’azienda e con oltre 25 anni di esperienza nella composizione di canzoni, soprattutto creole, interruppe la conferenza. Facendo sfoggio della sua conoscenza dell’italiano, si rivolse all’artista e le parlò nella sua lingua madre. Mentre Carrà dimostrava la sua conoscenza dello spagnolo, che aveva padroneggiato perfettamente durante il suo soggiorno in Spagna, qui un compositore, interrompendo l’intervista con la stampa, fece un’assurda dimostrazione della sua comprensione dell’italiano, che fu accolta male dai presenti. Con domande o azioni inutili come quelle descritte, il tempo passò in fretta. I 60 minuti previsti si rivelarono insufficienti e Raffaella Carrà, di fronte alle domande immature, optò per il ritiro. Forse se fosse stato stilato un programma preliminare e limitato a una domanda per giornalista, la conferenza sarebbe stata diversa e i risultati sarebbero stati più proficui. Purtroppo, non mancarono stagisti o giornalisti, in attesa della fine dell’incontro per assaporare il classico cocktail.
UN BUON SPETTACOLO ALL’AMAUTA
I biglietti per lo “spettacolo popolare” all’Amauta oscillavano tra i cinquemila e trecento soles, il che si tradusse in un’affluenza di sole 12.000 persone in impaziente attesa dell’apparizione della bionda artista italiana. Va anche notato che la compagnia “Repreinter” si è comportata magnificamente con la stampa e ha fornito tutta l’assistenza possibile, consentendo uno spettacolo eccezionale. Ora, se dovessimo descrivere lo spettacolo presentato da Raffaella Carrà a Lima, lo definiremmo: eccezzionale. È, senza esagerare, il migliore mai presentato nel nostro Paese. Per la sua varietà, il suo lusso, la sua qualità, Raffaella Carrà e il suo spettacolo sono eccezionali. Dal momento in cui le luci dell’immenso Colosseo si spengono e solo un riflettore e poche luci intorno al palco illuminano l’apparizione del corpo di ballo, ci rendiamo conto di assistere a uno spettacolo raramente visto in Perù. Il pubblico applaude fragorosamente quando Raffaella appare sul palco. Costumi impeccabili e coreografie adeguate sono sufficienti a rendere eccellente lo spettacolo, che dura quasi un’ora e mezza senza interruzioni. Alla fine, una standing ovation completa lo spettacolo. È il modo migliore per ringraziare la professionista italiana che mostra la sua arte al popolo peruviano.
NIENTE DI ECCEZIONALE IN TELEVISIONE
Tuttavia, l’eccellente immagine di Raffaella Carrà, di cui migliaia di noi privilegiati fan abbiamo goduto all’Amauta, è crollata con la sua apparizione in televisione. Logicamente, non è colpa sua se i nostri canali producono programmi di così bassa qualità, il che ha compromesso la sua immagine. Senza esagerare, è stato il peggior speciale degli ultimi anni presentato sulla televisione nazionale. Non sono servite a nulla le cinque ore di riprese, con ripetizioni e montaggio di canzoni e balli, le risorse tecniche erano limitate. Lei stessa davanti alle telecamere di si è congratulata con i ragazzi per “lo sforzo che hanno fatto per rendere tutto questo accettabile”. Questo davanti alle telecamere. Fuori campo, la storia era diversa. Il suo cattivo umore, tipico degli italiani quando qualcosa va storto, venne a galla e, quasi senza parlare con nessuno, si diresse verso il suo alloggio. Indubbiamente, lo “speciale” non fu di suo gradimento.
TORNA AD APRILE, MA… TORNERANNO GLI SCANDALI?
La bellissima vedette italiana tornerà, ha detto, l’anno prossimo, ad aprile, per offrire spettacoli più “popolari” e altri “di lusso”, come all’Hacienda Villa. Ma tutto il clamore che ha accompagnato questo arrivo tornerà con lei? Torneranno i membri del suo corpo di ballo, che hanno causato tanto scandalo con le loro orge? E possiamo confermarlo perché diversi nostri giornalisti erano presenti, vi hanno preso parte e hanno ottenuto un servizio giornalistico sensazionale che sarà pubblicato nel prossimo numero di ZETA. Raffaella Carrà, la straordinaria vedette italiana che ha girato diversi continenti, che chiede milioni di soles a spettacolo, la “star” dal temperamento capriccioso, potrebbe essere coinvolta in uno scandalo di portata internazionale. Lima potrebbe essere stata il suo olocausto?