
Periodo dal 9 gennaio al 23 aprile 1988
Casa di produzione RTI
Rete Canale 5
Autori Lianella Carell, Popi Perani, Raffaella Carrà, Sergio Japino e Carlo Romano
Regia Sergio Japino
Musiche Danilo Vaona
Scenografia Mario Catalano
Costumi Luca Sabatelli
Coreografie Sergio Japino e Giorgio Aresu
Numero di puntate 16 più 2 speciali
Video
Nella seconda puntata del Raffaella Carrà Show, Raffaella omaggia Michael Jackson interpretando un medley di I Just Can’t Stop Loving You e Bad.
Negli anni ’80 in Italia la televisione commerciale stava prendendo piede, sfidando il monopolio della Rai e introducendo nuovi modelli di intrattenimento. In questo contesto, Fininvest, proprietaria di Canale 5, cercava di competere con la televisione pubblica attraverso produzioni di alta qualità e figure di spicco del mondo dello spettacolo.
Il Raffaella Carrà Show segna il debutto di Raffaella Carrà sulle reti Fininvest e di Sergio Japino come regista. Lo spettacolo era concepito come un varietà di grande respiro, con l’obiettivo di consolidare la presenza di Raffaella Carrà, ormai nota per il suo carisma e le sue capacità di intrattenitrice e reduce da successi televisivi e discografici, sulla nuova rete commerciale e offrire al pubblico un intrattenimento di alta qualità.

Il programma era registrato nello Studio 10 di Cologno Monzese, per anni il più grande del Centro di produzione Mediaset, trasformato in un vero teatro nel 1987 proprio per il Raffaella Carrà Show e poi riutilizzato per i più grandi show della storia della televisione commerciale. Le registrazioni vengono effettuate il giovedì per consentirne la distribuzione in cassetta in tutte le sedi Fininvest d’Italia e la messa in onda in contemporanea il sabato sera, questo perché le reti private non potevano ancora trasmettere in diretta. Il programma era registrato tutto di fila, senza tagli, proprio come se fosse una diretta per compensare la mancanza della diretta.
“Registreremo alcune canzoni un pò complicate e alcuni balletti, ma la nostra scommessa sarà di fare uno spettacolo in differita, il che significa in diretta però mandato in onda il giorno dopo, come quando a Milano feci Fantastico 3 (…). Mi spiego meglio: lo spettacolo dura due ore e mezzo? Allora noi cominciamo a registrare alle sette e mezzo e andiamo avanti fino alle dieci, quando tutto finisce. Nasce qualche errore? Si lascia. Allora può immaginare che razza di tensione. Però la televisione è questa (…) E allora pensi che sforzo dovrò fare quando dirò: signori sono qui in diretta con voi… Cioè, non è vero ma è come se lo fosse, quindi state lì seduti e non parlate perchè andrà tutto di fila. Perfino il gioco funzionerà come se fosse in diretta. (Oggi)

Il programma combinava musica, danza, interviste e sketch comici ed era costruito intorno alla versatilità di Raffaella, che non solo presentava lo show, ma partecipava attivamente a numeri musicali e coreografici, duettando con gli ospiti ed esibendosi nel suo repertorio musicale. Uno dei punti di forza del programma era l’attenzione alla musica e alla danza. Raffaella, con la sua formazione di ballerina e cantante, offriva performance coinvolgenti, spesso accompagnata da un corpo di ballo. Le elaborate coreografie erano un mix tra modernità e tradizione, che rifletteva le tendenze musicali dell’epoca. Anche la sigla iniziale “1234 Dancing”



Accanto a Raffaella, Lello Arena nei panni di co-conduttore, Corrado Tedeschi impegnato nei collegamenti in esterna per il gioco, Alfredo Papa con le sue imitazioni che spaziavano da politici a personaggi dello spettacolo, e le gemelle Debbie e Mandy Hill. Un altro elemento fondamentale era la presenza di momenti comici, con sketch che vedevano la partecipazione dei nuovi comici di Drive in. Questi segmenti servivano a rompere il ritmo del programma e a offrire al pubblico momenti di puro svago.



“Avrò l’aiuto di Lello Arena. E anche di Alfredo Papa che è uno straordonario imitatore, ma non lo abbiamo relegato a fare le imitazioni soltanto. Dentro ci sono alcune curiosità, per esempio un paio di gemelline di origina australiana che mi sono parse curiose: per i giovani saranno una sorpresa, per quanti hanno una certa età ci sarà il ricordo delle Kessler. Un’altra cosa carina: abbiamo 16 nuovi comici che debuttano, un gruppone che ho scoperto grazie all’aiuto di Antonio Ricci”
“Visto che vanno di moda le Pompon e le Coccodè, io mi sono scelta due bei ragazzi alti 1,85, in smoking, e credo simpatici. All’inizio mi aiuteranno con le cartoline econ gli sponsor, poi si vedrà. C’è anche un gioco, si svolge in varie cittadine: i collegamenti via satellite li farà un ragazzo che si chiama Corrado Tedeschi”
Lo show vantava la presenza settimanale di un super ospite internazionale. Tra le star invitate figuravano nomi come Mickey Rourke, Harry Belafonte, Joan Collins, Omar Sharif, Jerry Lewis, Larry Hagman e Linda Gray. Altri ospiti illustri includevano Elliott Gould, Umberto Tozzi, Lola Flores e Paul Newman. Le interviste erano condotte in modo leggero e dinamico, permettendo agli ospiti di raccontarsi e di partecipare attivamente alle varie parti dello show, spesso con duetti con Raffaella.
Particolarmente compelssa fu la gestione della pubblicità e degli sponsor. Gli spettacoli della Rai all’epoca avevano solo poche interruzioni pubblicitarie (al massimo un paio a serata) mentre le reti fininvest traevano finanziamenti proprio dalla pubblicità, arrivando a decine di interruzioni per serata, oltre agli sponsor della trasissione presenti durante lo spettacolo. Si iniziava in quegli anni a studiare le modalità più appropriate per inserire dei prodotti e degli spot nelle trasmissioni e i recenti esperimenti di Baudo non avevano avuto risultati positivi.
“Ho vissuto giorni preoccupati, all’inizio sembrava ci fosse da piazzare il dentifricione, lo spazzolone, c’era una fila di sponsor enorme. Ma anche Berlusconi si è accorto che non erano assolutamente adatti al mio show. Allora Sergio gli ha fatto un discorso di qualità: “Senta, Signor Berlusconi, prendiamone uno solo di sponsor e proviamo così. Laciamo lo spazio soltanto alla Motta, anche se lei incassa un pò meno (…) Ora la Motta è composta bene nel programma, appare in modo elegante e leggero: tocca a me farlo diventare uno spazio umano e simpatico alla gente. Ma perchè non ci dovrei riuscire?”
“Baudo ha fatto delle ricerche, ha provato delle scenette, ma si sono rivelate negative, tant’è vero che ora, senza quegli spottini dentro, ha più successo di prima. Allora, secondo me, quando c’è l’interruzione della pubblicità ma lo spettacolo funziona bene, bisogna semplicemente cercare di incuriosire molto la gente per il pezzo successivo” (OGGI)

Il “Raffaella Carrà Show” ha giocato un ruolo importante nella strategia di Silvio Berlusconi per allargare alla Spagna le frontiere televisive. Abbandonata l’ idea di gestire direttamente un canale privato, il presidente della Fininvest siglò a Barcellona un importante accordo con TV-3, la televisione pubblica della regione catalana. Il contratto, sottoscritto per un periodo di tre anni dal presidente di TV-3 Joan Granados, prevede la cessione da parte della Fininvest dei diritti di trasmissione per l’ intero territorio spagnolo di alcuni serial (fra i quali Dallas), di film e la coproduzione di sette puntate del Raffaella Carrà Show. Co-prodotto dalla TV catalana TV3, venne trasmesso in Spagna in una versione ridotta di 7 puntate nei mesi di luglio e agosto 1988, con una nuova sigla finale in spagnolo, “No pensar en ti”, e l’aggiunta di esibizioni di artisti catalani non presenti nella versione italiana.
Il Raffaella Carrà Show non ricevette un’accoglienza calorosa da parte del pubblico. Il programma rappresentò un impegno finanziario notevole per la rete, con costi elevati e ascolti discreti ma inferiori alle aspettative. Ogni puntata costa un miliardo. Nonostante tutto, a distanza di anni lo show è ancora ricordato. A distanza di tempo è stata riconosciuta la bellezza delo spettacolo e la capacità di Raffaella Carrà di reinventarsi e di mantenere alta la qualità dell’intrattenimento. Raffaella Carrà, con la sua carismatica presenza e la sua abilità di intrattenitrice, seppe rendere questo show un successo duraturo, lasciando un’impronta indelebile nella storia della televisione italiana.
Raffaella dichiarò a la Repubblica del 25 febbraio 1988:
“Io sono profondamente serena e soddisfatta. Il mio show ha quattro milioni e mezzo di spettatori, una cifra più che onorevole per uno spettacolo che non è trasgressivo ma neanche completamente tradizionale. Non sono i dodici milioni che avevo in Rai, ma questo l’ avevo già messo in conto quando scelsi. Sì, ho sentito Berlusconi nei giorni scorsi. Lui giustamente vuole la legge e si trova in un momento di trasformazione della rete principale da familiare a professionale, con un calo di ascolto generale che lo preoccupa. Ma io penso che si tratti di uno di quei momenti difficili che capitano nella vita dei grandi gruppi. Basta affrontarli con animo sereno”
E ancora a La Stampa di lunedì 18 aprile 1988:
“Una media di quattro milioni e ottocentomila telespettatori a puntata. Numeri dunque decorosissimi che se indicano che un certo tipo di varietà è morto, significano anche che se c’è voglia di giocare, la gente ci sta a ridere e scherzare. Abbiamo sempre battuto i film in concorrenza, e andando in onda il sabato, che poi una giornataccia dove ci si è scontrati e ci si batte con altre trasmissioni agguerrite di lotterie miliardarie. Chi ci guarda ha invece il gusto del gioco e del sogno da realizzare”.
“Qui, quando dicono che una puntata costa un miliardo, nel miliardo c’è dentro tutto, anche una vite. Invece alla RAI si contano solo i compensi degli artisti”
Non abbiamo la diretta, ogni dodici minuti dobbiamo interrompere con gli spot, la rete non copre interamente il territorio nazionale, non abbiamo lotterie miliardarie. Messi nel conto questi handicap, non ho davvero di che lamentarmi. La Stampa, 27 febbraio 1988.