
Periodo dal 3 marzo al 30 giugno 1989
Casa di produzione RTI
Rete Canale 5
Autori Lianella Carel, Marcello Ciorciolini, Paolo Limiti, Raffaella Carrà, Sergio Japino
Regia Sergio Japino
Musiche Danilo Vaona
Scenografia Mario Catalano
Costumi Luca Sabatelli
Coreografie Sergio Japino, Stefano Forti
Sede studio 1 del Centro Palatino (Roma)
Paese Italia
Numero di puntate 18
Video
Nella quinta puntata de Il principe azzurro, andata in onda il 31 marzo 1989, Raffaella Carrà si esibisce insieme ai suoi primi ballerini Pino Alosa e Stefano Forti interpretando una cover di I Don’t Want Your Love, celebre brano dei Duran Duran del 1988. Prima di esibirsi, scambia qualche battuta con Mario Catalano, scenografo della trasmissione e ideatore dei fondali meccanici che accompagnano i balletti di Raffaella.
Il secondo progetto realizzato in Fininvest è Il principe azzurro, un programma in 18 puntate in onda il venerdì in prima serata su Canale 5 a partire dal 3 marzo 1989.

Il programma è uno dei primi esempi di talent show della TV italiana, seppur mescolato ad elementi tipici del varietà. L’idea di base è la ricerca di giovani talenti nei diversi generi dello spettacolo. In ogni puntata, giovani aspiranti principi tra i 18 e i 35 anni si sfidano per eleggere il principe azzurro degli anni ‘90. Tra una sfida e l’altra, Raffaella si esibisce in numeri musicali eccezionali, immersa in una scenografia che riproduce un castello fiabesco, spesso arricchita con elementi meccanici molto innovativi e di grande impatto visivo.

In studio, oltre ad una giuria di sole donne la cui composizione cambia di settimana in settimana, è presente un pubblico esclusivamente femminile. La sigla del programma è Voglio tutto, soprattutto te, il cui videoclip è realizzato sotto forma di video animato disegnato da Pierluigi De Mas. Fininvest investe molto su questo show, tanto che ogni singola puntata arriva a costare circa 750 milioni di lire.

Nonostante tutto, anche questo secondo programma non ottiene il successo sperato. Raffaella commenta i suoi risultati affermando che non si tratta di un insuccesso ma soltanto di ascolti al di sotto delle aspettative. Uno scontro con la Rai di certo non ad armi pari a causa della mancanza della diretta, delle tante interruzioni pubblicitarie nel corso del programma e di una più debole copertura territoriale del segnale.