Il principe azzurro

Video

Nella quinta puntata de Il principe azzurro, andata in onda il 31 marzo 1989, Raffaella Carrà si esibisce insieme ai suoi primi ballerini Pino Alosa e Stefano Forti interpretando una cover di I Don’t Want Your Love, celebre brano dei Duran Duran del 1988. Prima di esibirsi, scambia qualche battuta con Mario Catalano, scenografo della trasmissione e ideatore dei fondali meccanici che accompagnano i balletti di Raffaella.

Il secondo progetto realizzato in Fininvest è Il principe azzurro, un programma in 18 puntate in onda il venerdì in prima serata su Canale 5 a partire dal 3 marzo 1989.

Il programma è uno dei primi esempi di talent show della TV italiana, seppur mescolato ad elementi tipici del varietà. L’idea di base è la ricerca di giovani talenti nei diversi generi dello spettacolo. In ogni puntata, giovani aspiranti principi tra i 18 e i 35 anni si sfidano per eleggere il principe azzurro degli anni ‘90. Tra una sfida e l’altra, Raffaella si esibisce in numeri musicali eccezionali, immersa in una scenografia che riproduce un castello fiabesco, spesso arricchita con elementi meccanici molto innovativi e di grande impatto visivo.

Raffaella Carrà con gli aspiranti principi azzurri (1989).

In studio, oltre ad una giuria di sole donne la cui composizione cambia di settimana in settimana, è presente un pubblico esclusivamente femminile. La sigla del programma è Voglio tutto, soprattutto te, il cui videoclip è realizzato sotto forma di video animato disegnato da Pierluigi De Mas. Fininvest investe molto su questo show, tanto che ogni singola puntata arriva a costare circa 750 milioni di lire.

Raffaella Carrà con i due primi ballerini Stefano Forti (a destra) e Pino Alosa (a sinistra).

Nonostante tutto, anche questo secondo programma non ottiene il successo sperato. Raffaella commenta i suoi risultati affermando che non si tratta di un insuccesso ma soltanto di ascolti al di sotto delle aspettative. Uno scontro con la Rai di certo non ad armi pari a causa della mancanza della diretta, delle tante interruzioni pubblicitarie nel corso del programma e di una più debole copertura territoriale del segnale.