Caterina Sforza, la leonessa di Romagna

Nel 1959, Giorgio Walter Chili realizza il suo ultimo film, Caterina Sforza, la leonessa di Romagna, un’opera che, pur ispirandosi a eventi storici, introduce elementi di fantasia e drammaturgia per arricchire la narrazione. È l’unico film diretto da Chili a colori.

Le riprese del film si svolgono negli studi romani della Titanus tra marzo e aprile del 1959. Il personaggio di Caterina Sforza è interpretato da Virna Lisi mentre sua sorella minore, Esperia Pieralisi, interpreta lo stesso personaggio da giovane. Seppur in un ruolo minore, al film partecipa anche una giovanissima Raffaella Carrà, ancora studentessa del Centro Sperimentale di Cinematografia, accreditata con il suo vero nome, Raffaella Pelloni. Interpreta il ruolo di Maria, compagna di Giovanni De’ Medici e figlia del suo tutore Salviati.

Raffaella Carrà nella scena finale del film accanto a Virna Lisi e Carlo Giuffré (1959).

Il film è distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 30 giugno del 1959 ed ottiene una discreta risonanza anche all’estero, arrivando in Spagna nello stesso anno con il titolo Caterina Sforza, la castellana indomable e in Francia l’8 marzo 1961 con il titolo Seule contre les Borgia (distribuito da CPF).

Cast

Virna Lisi Caterina Sforza

Carlo Giuffré Giovanni De’ Medici

Sergio Fantoni Giacomo Feo

Alberto Farnese Girolamo Riario

Cesare Fantoni Tommaso Feo

Nerio Bernardi Bali di Digione

Roy Ciccolini Bartolomeo Baccino

Erno Crisa Cesare Borgia

Loris Gizzi Checco Orsi

Caprice Chantal Lucrezia Borgia

Laura Nucci Lucrezia Landriani

Roberto Risso Giovanni delle Bande Nere

Giulio Donnini Pansechi

Adriano Micantoni Melozzo da Forlì
Esperia Pieralisi Caterina Sforza da ragazza
Maria Laura Rocca
Ugo Sasso
Rik Battaglia
Mimmo Palmara
Raffaella Pelloni
Maria
Pierre Cressoy
Cesare Donnini

Trama

Firenze, notte del 27 maggio 1509. Giovanni de’ Medici (Carlo Giuffré) e la sua compagna Maria (Raffaella Carrà) trovano rifugio da un violento temporale in una casa. Si tratta della dimora fiorentina di Caterina Sforza (Virna Lisi), dove i suoi più fedeli servitori – il pittore Melocci e il Baccino – sono in veglia, poiché Caterina, ritiratasi nel convento delle Murate, è in fin di vita. Giovanni è giunto a Firenze su ordine del suo tutore, il Salviati, che, consapevole dei pessimi rapporti tra Giovanni e sua madre, ha però omesso di dirgli il motivo di un viaggio così urgente. Maria, figlia del tutore, si è offerta di accompagnarlo. Giovanni, ignaro di trovarsi nella casa di sua madre, non sospetta nulla. I servitori di Caterina stanno scrivendo le ultime pagine della sua biografia come gesto di gratitudine. Quando Giovanni scopre accidentalmente l’identità della donna di cui i due uomini stanno scrivendo, questi gli rivelano la verità sul passato di sua madre.

Il 26 dicembre 1476, davanti alla Basilica di Santo Stefano a Milano, suo padre Galeazzo Sforza viene ucciso. L’anno successivo, dopo il matrimonio con Girolamo Riario, signore di Imola e Forlì, diventa una figura di spicco in Romagna. Con il suo spirito di giustizia e la capacità di guadagnarsi il favore della gente, sfida le ingiustizie del marito, fino a prendere in mano la reggenza di Forlì dopo la morte di Girolamo, perpetrata in una congiura ordita dai fratelli Orsi. Il suo cammino continua con nuovi matrimoni e alleanze politiche, ma anche con tradimenti e congiure. Il suo secondo marito, Giacomo, accumula potere finché non cade vittima di una nuova cospirazione. Il terzo matrimonio è con Giovanni de’ Medici, da cui nacque il suo ultimo figlio, Giovanni. Il terzo marito diventa una figura centrale nella sua vita, anche se la famiglia Sforza si ritrova coinvolta in conflitti con Cesare Borgia. Una guerra scoppia quando Caterina si oppone al matrimonio del figlio Ottaviano con Lucrezia Borgia, provocando una serie di eventi che culminano in un lungo assedio, la morte di Giovanni de’ Medici e la sconfitta finale, seppur con la salvezza dei suoi figli.

La storia si chiude con Caterina Sforza, ormai anziana e prossima alla morte, rifugiatasi nel convento delle Murate, a Firenze. Nell’ultimo respiro della sua vita, riceve la visita del figlio Giovanni che raccoglie le sue ultime volontà. Da adulto diventerà il celebre condottiero conosciuto nella storia con il nome di Giovanni delle Bande Nere.

Video
L’inizio del film con l’entrata in scena di Raffaella Carrà nel ruolo di Maria, compagna di Giacomo De’ Medici e figlia del suo tutore Salviati.
Raffaella Carrà accanto a Virna Lisi e Carlo Giuffré nella scena finale del film.