
Raffaella Carrà arriva per la prima volta in Perù nel 1979 preceduta da una grande aspettativa. I quattro speciali televisivi intitolati La Hora de Raffaella, realizzati per la televisione spagnola nel 1975, hanno riscosso un enorme successo in diversi paesi del mondo e nel 1978 sono stati trasmessi anche in Perù da Panamericana Televisión, portando la sua straordinaria bellezza, il suo talento di cantante e ballerina e la sua naturale eleganza al pubblico peruviano.

Sull’eventuale visita di Raffaella in Perù c’è molta incredulità, principalmente per l’alto costo di una delle artiste più ricercate a livello mondiale. All’inizio viene annunciata un’esclusiva performance riservata ad un pubblico ristretto, con biglietti dai prezzi molto elevati, tra i 7.000 e i 10.000 Sol a persona. Tuttavia, la forte pressione dei fan e la crescente curiosità per uno spettacolo inedito portano alla decisione di organizzare anche una presentazione più accessibile al Coliseo Amauta, seppur con prezzi ancora non alla portata di tutti. L’agenzia che si occupa di gestire il suo arrivo in Perù è la Repreinter.
La stampa locale attende l’arrivo di Raffaella per giorni. Probabilmente a causa di un disguido nella comunicazione, i giornalisti si presentano il 5 novembre all’aeroporto Jorge Chávez di Lima ma ad arrivare sono solo i membri del corpo di ballo e i tecnici di suono e luci. Raffaella arriva da Santiago del Cile il giorno successivo, il 6 novembre intorno alla mezzanotte e, nonostante la stanchezza, si intrattiene con i giornalisti e i fan che la accolgono con grande entusiasmo.


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Secondo i giornali peruviani, i bagagli che Raffaella porta con se pesano circa 7 tonnellate e il tour è assicurato per un milione di dollari. La sua popolarità in Perù è tale che la stampa la considera una vera e propria “star” rispetto ad altri artisti internazionali che hanno visitato il paese, come Julio Iglesias, Raphael, Roberto Carlos, Manolo Otero e Barry White, come testimoniato dall’incredibile dispiegamento di forze armate per la scorta e dagli innumerevoli ammiratori e giornalisti accorsi ad accoglierla all’aeroporto.
Una cena di benvenuto è organizzata per lei a Lima, servita con posate d’oro. Raffaella soggiorna all’Hotel Pueblo Hyatt dove a lei e alla sua troupe è riservato un bungalow sulle pendici di una collina in una zona riservata. Ogni mattina si dedica ai suoi esercizi fisici per mantenersi in forma e si rilassa in piscina.
La Industrial Sono Radio, la casa discografica che pubblica le canzoni di Raffaella in Perù, organizza per il giorno successivo al suo arrivo, il 7 novembre, una conferenza stampa negli spazi dell’hotel della durata di 60 minuti distribuendo 50 inviti ai media più importanti. Durante l’incontro, a cui partecipano ben 300 persone tra giornalisti e addetti ai lavori, Raffaella risponde alle numerose domande sulla sua vita professionale e privata e si concede anche ai fotografi facendosi immortalare all’esterno del bungalow.


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Raffaella si esibisce prima con uno spettacolo esclusivo a La Hacienda Villa de Chorrillose e l’8 novembre con uno più popolare al Colieso Amauta. Il Coliseo Amauta nasceva come arena, successivamente ristrutturato per diventare un colosseo chiuso. Durante la dittatura militare, il locale ha ospitato diversi eventi di grande portata, da eventi sportivi a balletti popolari, circhi, pattinaggio sul ghiaccio e persino lotta libera.
I biglietti per lo spettacolo hanno un costo di circa 5.300 Sol e nonostante il prezzo elevato, circa 15.000 persone riescono ad assistere all’evento.
Lo spettacolo al Coliseo Amauta, che dura un’ora e mezza, è un’esplosione di energia. La tournée che Raffaella sta portando in giro per il mondo è Applauso, con le canzoni dell’omonimo album appena uscito. Lo show è suddiviso in tre parti: brani disco, colonne sonore di film, e un mix di ballate italiane, rock leggero e rumbe spagnole. Raffaella, con la sua energia travolgente, canta e balla ininterrottamente per tutta la durata dello spettacolo che conclude lanciando al pubblico in visibilio tre panni bianchi con cui si è asciugata il sudore.


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La sua esibizione fa impazzire il pubblico, che l’acclama ripetutamente con cori: “Te amamos, Raffaella!”. Lo show, con 50 cambi di costume in pochi secondi, alcuni anche direttamente sul palcoscenico, coreografie acrobatiche, spettacolari giochi di luci e un suono impeccabile è acclamato anche dalla critica. La rivista ABC lo definisce “eccezionale”, un evento mai visto prima in Perù. Caretas scrive: “Tutto quello che si diceva su di lei è stato confermato. Raffaella è un turbine, un uragano biondo che si agita senza sosta per due ore mentre canta e unisce il fascino di Nadia Comaneci, la magia circense e l’energia dei dieci gruppi pop più energici di Londra.”
Nel corso di un’intervista rilasciata a Caretas (N.577/1979) Raffaella dichiara:
“Lavoro con il mio team da nove anni e credo che avere successo sia importante. Però lo è di più non essere fraintesa. Le mie canzoni sono commerciali e questo non toglie che molte di esse contengano un’ironia della vita. Io credo in loro e le canto a modo mio e, a volte, tiro fuori la gente dai loro problemi quotidiani. Questo è un atteggiamneto consapevole. Tutta la vitalità che offro è anche parte di una mia disperazione. Se sapessi fare lavori più profondi a livello sociale, li farei. Ma quello che faccio so che lo faccio bene e mi è costato molti anni di lavoro”.
Nonostante i suoi 36 anni, Raffaella è descritta dai media locali come una figura che incarna l’immagine della donna matura e affascinante, tanto che la rivista Caretas le dedica un articolo intitolato “La perla madura”.

Il 9 novembre 1979, il giorno dopo la sua straordinaria performance al Coliseo Amauta, Raffaella Carrà è nel quartiere di Santa Beatriz di Lima negli studi di Panamericana Televisión (rinominata Telecentro durante la dittatura del generale Juan Velasco Alvarado), per registrare uno speciale musicale. Il programma, presentato da Don Humberto Martínez Morosini, va in onda due giorni più tardi, l’11 novembre, sul Canal 5 della rete. In un momento storico in cui il Perù si sta avviando verso la democrazia, Raffaella attraverso la televisione si presenta per la prima volta al grande pubblico peruviano con uno show mai visto prima, interpretando i suoi più grandi successi degli ultimi anni cantati in spagnolo e lanciando messaggi carichi di libertà e gioia di vivere.
Le riprese dello speciale durano circa cinque ore, con esibizioni ripetute più volte e diverse modifiche necessarie per adattare lo spettacolo alle limitazioni tecniche della televisione locale. Nonostante le difficoltà, la produzione si impegna al massimo per realizzare uno show che rispecchi la grandezza di Raffaella. Uno sforzo enorme che Raffaella riconosce esprimendo la sua gratitudine a tutta l’equipe tecnica al termine delle registrazioni.
Lo spettacolo si chiude con la consegna di un mazzo di fiori dal presentatore che paragona Raffaella all’Etna, al Vesuvio e tutti i vulcani in eruzione. Un evento rimasto nella storia della televisione peruviana, simbolo di un periodo di grande rinnovamento culturale e politico per il paese.

L’11 novembre Raffaella lascia il Perù alla volta del Messico, scortata all’aeroporto Jorge Chávez di Lima da una folla di fan e giornalisti che, ancora una volta, si radunano per salutarla.

Nel 1980 il Perù, insieme ad Argentina e Uruguay, è uno dei paesi in cui è distribuito il film ¡Bárbara! e l’omonimo disco con la colonna sonora.

Raffaella Carrà torna in Perù per una seconda volta nel 1981 per alcune date della tournée Carrà Año 2000. In questa occasione registra uno speciale musicale per Canal 7 (oggi TV Perú).

Nel 1982 il Perù è tra le tappe del suo nuovo tour The Raffaella Carrà Show. Il 27 febbraio, si esibisce al Coliseo Amauta a Lima e alcuni estratti di questa performance vengono utilizzati per realizzare uno speciale musicale per Panamericana Televisión, intitolato En escena Raffaella Carrà.

L’ultimo viaggio documentato di Raffaella in Perù risale al 2005 quando, in veste privata, ritorna a Lima per far visita ai suoi bambini adottati a distanza attraverso la ONG Intervida.
