La domenica è femmina

Nel 1986, dopo le aspre polemiche su Buonasera Raffaella, la Rai decide di non affidare a Raffaella un nuovo grande show serale, anche a causa di un palinsesto già occupato da Fantastico al sabato sera. Le viene proposto un programma di intrattenimento serale, sempre al giovedì ma molto più semplice, familiare ed orientato verso i problemi della gente.
Ma Raffaella non vuole adagiarsi su una formula già sperimentata e di sicuro successo. Desiderosa di mettersi alla prova con sfide sempre più stimolanti, si candida pubblicamente attraverso un comunicato ANSA per la conduzione di Domenica in per la stagione 1986/1987.
La proposta viene accolta e Raffaella diventa la prima conduttrice donna del contenitore di Rai1.
Nuova pettinatura e nuovo stile, la filosofia del programma secondo Raffaella è quella di offrire un pomeriggio distensivo, allegro, pacificante e anche un po’ ironico. Il filo conduttore di questa edizione di Domenica in è la solitudine, un tema a cui Raffaella si interessa molto e che tratta in trasmissione declinandolo in varie forme.
Nonostante il grande successo di pubblico, questa edizione è segnata dalla malattia e successiva scomparsa di Mamma Iris e dallo sfogo in diretta contro un noto settimanale di gossip a cui seguirà un richiamo all’ordine da parte dell’azienda. Raffaella è accusata di aver fatto un uso improprio della TV di Stato, sfruttando microfoni e video del servizio pubblico per dichiarazioni personali.
Il 19 marzo Raffaella firma un contratto di esclusiva per due anni con la Fininvets, cedendo al corteggiamento di Berlusconi iniziato tre anni prima. Il giorno successivo anche Pippo Baudo firma il suo contratto di esclusiva per 5 anni.
Il 23 marzo 1987, Raffaella Carrà e Pippo Baudo partecipano ad una conferenza stampa al Grand Hotel di Roma organizzata da Silvio Berlusconi per annunciare in maniera trionfale alla stampa il loro imminente passaggio dalla Rai alla Fininvest. La conferenza, con tanto di buffet finale, si conclude alle due del pomeriggio, pochi minuti prima da quella indetta dalla Rai in Viale Mazzini.

Per entrambi, la decisione nasce dal desiderio di libertà creativa e crescita professionale, dall’opportunità di gestire autonomamente i budget e dall’apertura verso un respiro europeo che la TV commerciale di Berlusconi si propone.
Per Raffaella, la scelta significa anche lasciarsi alle spalle anni difficili in Rai, segnati da polemiche e scarsa tutela, trovando in Finivest un terreno più sereno. Raffaella, in particolare, prende questa decisione a seguito del poco sostegno ricevuto dalla Rai durante la vicenda di Novella 2000 e delle feroci polemiche sugli elevati compensi e sulle spese di “Buonasera Raffaella”. In questa occasione, Raffaella rivendica il diritto a non dover dichiarare i propri guadagni pubblicamente e a lavorare in un contesto più sereno, lontano dalle continue strumentalizzazioni politiche che accompagnavano i contratti Rai.
Per Fininvest, Raffaella rappresenta anche l’opportunità di avviare nuove operazioni commerciali in Francia e Spagna, sfruttando non solo il suo ruolo di protagonista della TV italiana ma scegliendola anche come ambasciatrice dell’azienda all’estero, forte della sua popolarità fuori dai confini nazionali.
Ma, come spesso accade nella sua carriera, scoppia un nuovo “caso Carrà”: al momento della partecipazione alla conferenza stampa, il contratto con la Rai non è infatti ancora terminato e il consigliere democristiano Sergio Bindi accusa Raffaella di aver violato l’esclusiva, chiedendone l’immediata sospensione e la sostituzione con un altro conduttore a “Domenica in”. Tuttavia, gli sponsor della trasmissione erano legati al suo nome e un cambio di conduzione non sarebbe stato giustificabile agli occhi degli operatori pubblicitari che avevano scelto di legare i propri prodotti a un volto ben preciso. Così, Raffaella continua a onorare i suoi impegni in Rai fino allo scadere del contratto. Tuttavia, dopo questi eventi le partecipazioni di Raffaella ad altre trasmissioni Ria viene evitata tanto che una puntata di Mixer – faccia a faccia con Giovanni Minoli, già registrata e prevista su Rai 2, viene censurata e mai più trasmessa.
Il 31 maggio 1987, alla scadenza ufficiale, Raffaella lascia la Rai per approdare a Canale 5, spiegando la sua scelta con parole nette:
“La televisione commerciale credo sia la televisione del futuro ed io sento di dover fare anche questa esperienza”.