Biografia

La più amata dagli italiani

All’inizio degli anni ’80 il panorama televisivo italiano vede le emittenti private dominare la fascia del mezzogiorno, grazie ai quiz condotti da icone come Mike Bongiorno e Corrado. Anche la Rai decide di abbandonare il tradizionale monoscopio e di lanciarsi in questa sfida competitiva. Il compito di ideare un programma per questa fascia della prima rete viene affidato a Gianni Boncompagni, che si trova di fronte alla difficile sfida di catturare l’attenzione di un pubblico eterogeneo e impegnato.

Dopo un’attenta analisi del pubblico di riferimento, Boncompagni concepisce l’idea di un programma quotidiano in diretta, suddiviso in segmenti da 5 minuti. Questa formula flessibile permette ai telespettatori, spesso distratti o impegnati durante la mattinata, di seguire lo show anche perdendo uno o più segmenti senza per questo sentirsi estraniato. Il titolo provvisorio scelto è Italia Giorno, parafrasando il già famoso Italia Sera, ma presto emerge una proposta inaspettata: dopo il rifiuto di Gianni Morandi, scelto inizialmente come conduttore del programma, Boncompagni, su consiglio di Sergio Japino, propone di affidare la conduzione a Raffaella Carrà. Questa scelta sorprende molti, poiché, sebbene Raffaella fosse già una showgirl affermata, non era ancora considerata una “padrona di casa” in grado di sostenere un programma di questo tipo.

In realtà, l’idea di affidare la conduzione del programma a Raffaella deriva in parte anche dal successo dello speciale elezioni politiche del 1983. All’indomani della trasmissione-fiume sui risultati elettorali, dove Raffaella ebbe l’incarico di cucire con canzoni, balletti e chiacchierate, statistiche, sketches e percentuali che si susseguivano senza copione nè filo logico, Raffaella stessa iniziò a capire che quello dell’entertainer poteva essere il suo nuovo corso, un ruolo ancora inedito in Italia.

Nasce così Pronto… Raffaella?, in onda dal 3 ottobre 1983 al 30 maggio 1985 in due edizioni, in diretta alle 12.05 dallo Studio 5 di Via Teulada.

Pronto… Raffaella? (1983).

La scenografia, studiata per ricreare un ambiente familiare e accogliente, trasforma lo studio in un appartamento completo di terrazza con una splendida vista panoramica su Roma. Questo ambiente domestico è arricchito dalla presenza di due mascotte speciali: Punto e Virgola, un cane e un gatto che si aggirano liberamente per lo studio e che, con la loro presenza spontanea e imprevedibile, spesso diventano i protagonisti di momenti esilaranti, “disturbando” con tenerezza interviste ed esibizioni e aggiungendo un tocco di genuinità e leggerezza al programma.

A sinistra, Punto e Virgola. A destra, Raffaella è ritratta con Punto e Virgola da Rino Petrosino (1983).

Iconica la prima sigla della trasmissione, Fatalità, inclusa nell’omonimo album. La sigla è girata nello studio completamente vuoto con sfondo la terrazza con vista panoramica su Roma. Per l’occasione, Raffaella indossa un magnifico costume arcobaleno realizzato per lei dal costumista Gabriele Mayer.

Sergio Japino, Raffaella Carrà e Gianni Boncompagni in una pausa durante le registrazioni della sigla Fatalità (1983).

Protagonista della trasmissione è il telefono attraverso cui i telespettatori possono parlare direttamente con Raffaella con il pretesto di cercare di indovinare dei quiz. Le telefonate che arrivano sono così tante da far saltare i centralini rendendo impossibili le comunicazioni in mezza Italia all’ora di pranzo. La SIP arriva a chiedere una chiusura anticipata della trasmissione ma questa criticità viene superata suddividendo i giocatori per regioni e facendo giocare poche regioni alla volta.

Raffaella Carrà al telefono a Pronto… Raffaella? (1983).

Con questo programma, Raffaella non solo conquista il pubblico della fascia diurna, ma ridefinisce il ruolo della conduttrice televisiva, dimostrando una versatilità e una capacità di comunicazione senza precedenti. Raffaella si reinventa come anchorwoman ed entertainer a tutto tondo, capace di passare con disinvoltura dal canto al ballo, dai giochi telefonici alle interviste, incarnando un personaggio completo e poliedrico.

Grazie a questo filo diretto con il pubblico, nasce un legame di fiducia con il pubblico destinato a durare per sempre. Raffaella diventa l’amica della porta accanto, non più diva irraggiungibile ma una confidente a cui rivolgersi per condividere emozioni, fare richieste o chiedere consigli. La sua popolarità tocca vette inimmaginabili: nel 1984, un sondaggio condotto da Mixer la posiziona al terzo posto tra le figure più amate dagli italiani, subito dopo il presidente Sandro Pertini e papa Giovanni Paolo II. Unica donna ai vertici della classifica di gradimento, questo risultato le vale il titolo di “La più amata dagli italiani”, diventato poi il famoso slogan delle cucine Scavolini di cui Raffaella è testimonial dal 1984 al 1987.

A sinistra, la copertina del Radiocorriere TV che annuncia i risultati del sondaggio di Mixer. A destra, una pubblicità cartacea della Scavolini con Raffaella come testimonial. (1984).

Il successo del nuovo mezzogiorno Rai supera ogni aspettativa. Dal nulla si passa a 14 milioni di telespettatori e personaggi di spicco del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica fanno a gara per entrare nel salotto più ambito d’Italia. Il fenomeno diventa tale da attirare l’attenzione delle televisioni americane, jugoslave, argentine, francesi, tedesche e di molti altri paesi, con Spagna, Germania e Argentina che arrivano persino a copiare il format.

Carla Fracci ospite di Pronto… Raffaella? (1983/1984).

Nel marzo del 1985, Raffaella Carrà riceve un prestigioso riconoscimento dalla Spagna: il Lazo de Dama de la Orden del Mérito Civil. Questa onorificenza le viene conferita per il suo impegno, dimostrato durante il programma Pronto… Raffaella?, nel promuovere la cultura spagnola in modo autentico e senza stereotipi. La cerimonia di consegna della medaglia avviene presso l’ambasciata spagnola a Roma e pochi mesi dopo Raffaella viene ricevuta dal Rey Don Juan Carlos durante un’udienza speciale al Palazzo della Zarzuela in Spagna. Questo incontro non solo rappresenta un grande onore personale per Raffaella, ma sancisce anche il suo ruolo di ambasciatrice culturale, capace di creare un ponte significativo tra l’Italia e la Spagna.

Raffaella Carrà e il Rey Don Juan Carlos durante l’udienza speciale al Palazzo della Zarzuela (1985).