Biografia

La conquista della TV

Raffaella appare in TV per la prima volta nel 1962 accanto a Lelio Luttazzi ne Il paroliere questo sconosciuto.

Raffaella Carrà e Lelio Luttazzi in Il paroliere questo sconosciuto, 1962.

Negli anni successivi recita in sceneggiati, fa prosa televisiva e conduce alcuni speciali musicali ma la prima vera grande occasione per mettere in luce il proprio talento poliedrico arriva nel 1970 con Io, Agata e tu nel ruolo di spalla di Nino Ferrer. Raffaella chiede ed ottiene tre minuti a puntata per potersi scatenare a modo suo, inventando un nuovo modo di ballare all’insegna della più totale libertà e proponendo un modello di donna di spettacolo che canta, balla, recita e intrattiene. Inizialmente impropriamente definita soubrette, titolo che Raffaella ha sempre rifiutato, per la prima volta in Italia viene utilizzato il termine “showgirl” per indicare una ragazza dai molteplici talenti artistici.

Raffaella riesce da subito a conquistare i cuori di un pubblico di tutte le età e viene eletta personaggio femminile dell’anno 1969/1970.

Raffaella Carrà e Nino Ferrer in Io, Agata e tu, 1970.

Il successo di queste sue prime apparizioni è tale da affidarle la conduzione di Canzonissima ‘70 in coppia con Corrado dove Raffaella si afferma definitivamente come personaggio televisivo amato da un pubblico trasversale.

Canzonissima ‘70 segna anche l’inizio della carriera discografica di Raffaella grazie alla sigla del programma Ma che musica maestro che è da subito un grande successo. La sigla è celebre anche per lo scandalo dell’ombelico lasciato scoperto dal costume disegnato dal costumista Enrico Rufini che sconvolge l’Italia benpensante dell’epoca.

Raffaella Carrà durante la registrazione della sigla di Canzonissima ’70, Ma che musica maestro.

L’anno successivo è di nuovo protagonista con Corrado di Canzonissima ‘71. La sigla del programma, Chissà se va, replica il successo e porta il singolo fino alla seconda posizione nella classifica delle vendite settimanali, diventando il primo disco d’oro della carriera di Raffaella.

Raffaella Carrà e Corrado a Canzonissima ’71.

Dello stesso anno è Maga maghella, canzone con cui fa la sua comparsa il personaggio della maga astrologa interpretata da Raffaella e dedicato ai bambini.

Raffaella Carrà nei panni di Maga Maghella a Canzonissima ‘71.

Sempre a Canzonissima ‘71 Raffaella lancia un nuovo ballo che arriva dalle Antille: il Tuca tuca. Il balletto è presentato insieme ad Enzo Paolo Turchi per la prima volta nel corso della sesta puntata del programma trasmessa il 13 novembe 1971.

I passi del Tuca Tuca (1971).

La celebre coreografia di Don Lurio ha lo scopo di creare un gioco-ballo facile da imparare e riprodurre.Mentre da un lato il Tuca tuca ha un immediato successo e riscontro di pubblico per la semplicità dei passi, dall’altro è destinato a cambiare per sempre la morale pubblica italiana, sia a causa dei movimenti considerati troppo audaci che per aver proposto un nuovo modello di donna meno succube dell’uomo e più protagonista nelle relazioni amorose. I dirigenti Rai, preoccupati dalle inquadrature che avrebbero potuto indurre i telespettatori a credere che il ballerino anziché i fianchi sfiorasse altre parti “vietate” del corpo di Raffaella, prima obbligano i due a eseguire il numero girati di tre quarti e poi censurano l’intero balletto. Solo dopo l’esibizione con Alberto Sordi il Tuca tuca supera le censure e le polemiche diventando un fenomeno popolare.

Raffaella Carrà e Alberto Sordi ballano il Tuca tuca a Canzonissima ’71.

Nel 1972 parte la prima tournée live nazionale intitolata Senzarespiro, da cui viene tratto il nuovo Lp Raffaella… Senzarespiro, un falso album dal vivo ricreato in studio seguendo la scaletta del tour.

Uno scatto dalla tournée Senzarespiro (1972).

Dal 16 marzo all’11 maggio 1974 Raffaella è protagonista con Mina di Milleluci, un prezioso varietà del sabato sera diretto da Antonello Falqui in otto puntate, ciascuna dedicata ad un diverso genere di spettacolo. Nonostante la sua presenza accanto alla ormai leggendaria Mina possa sembrare un azzardo, Raffaella cattura immediatamente l’attenzione del pubblico, che la premia con indici di gradimento altissimi, superiori a quelli della sua più esperta collega. Anche la critica esalta la sua performance condita di energia e freschezza ma allo stesso tempo classe e raffinatezza. Con Milleluci Raffaella comincia a scoprirsi anche cantante e a studiare per migliorare le sue interpretazioni. Incide l’album Milleluci contenente Din, don dan, la sigla della trasmissione, e alcuni dei brani interpretati nelle otto puntate e contemporaneamente inizia a lavorare ad un album di inediti (Felicità, tà tà). Milleluci è oggi considerato una pietra miliare dello spettacolo di cui rappresenta la sua massima espressione in termini di qualità e ricchezza.

Raffaella Carrà e Mina in Milleluci (1974).

Subito dopo Milleluci, a Raffaella viene affidata la conduzione dell’edizione del 1974 di Canzonissima, l’ultima della storia del programma. Le prove per la trasmissione sarebbero dovute iniziare il 26 agosto ma pochi giorni prima Raffaella rimane coinvolta in un incidente automobilistico. Durante una piovosa giornata di agosto, si trova in macchina con Gianni Boncompagni, che guida la sua Citroen DS. Mentre stanno percorrendo la strada da Orbetello a Porto Santo Stefano, improvvisamente, una Volkswagen in arrivo dall’altra direzione perde il controllo e li investe. Raffaella riporta una dolorosa distorsione al ginocchio sinistro per la quale è costretta a riposo per 15 giorni, un periodo che sfrutta per lavorare al suo nuovo album.

A sinistra, Raffaella con la sua segretaria Licia nel giardino del residence di Roma in cui abitava. A destra, la Citroen DS di Gianni Boncompagni dopo l’incidente (1974).

Nonostante questo contrattempo, la trasmissione viene preparata in tempo, andando in onda dal 6 ottobre del 1974 al 6 gennaio 1975 la domenica pomeriggio. Nella conduzione, Raffaella è affiancata da Topo Gigio, con il quale da vita a divertenti siparietti di intrattenimento dedicati ai bambini, e da Cochi e Renato, a cui è riservato il ruolo di disturbatori della trasmissione, in onda da un immaginario sotterraneo del Teatro Delle Vittorie, oltre alla sigla di chiusura.

Per Canzonissima ’74, Bruno Vergottini reinventa l’iconico caschetto aggiungendo un ciuffo originale, dando vita a una pettinatura fresca e dinamica capace di dare movimento e personalità. Il nuovo taglio viene subito ribattezzato “taglio movimento”.

TV Sorrisi e Canzoni, N.40 del 6 ottobre 1974.

In questo periodo pubblica il suo sesto album intitolato Felicità, tà tà, contenente l’omonima sigla di apertura di Canzonissima ’74 e Rumore, una delle canzoni di maggior successo di Raffaella. Presentata in TV nel corso della seconda puntata del programma, Rumore vende oltre dieci milioni di copie nel mondo nelle sue versioni in inglese, spagnolo e francese e tra il 1974 e il 1975 è il terzo singolo più venduto in Italia. È inoltre uno dei primi esempi di Disco Music all’italiana. Con più di 12 milioni di copie vendute in Italia, Felicità, tà tà è disco di platino. Questo è anche il primo album di Raffaella ad essere tradotto e distribuito in Spagna nel 1975 con il titolo Rumore, mantenendo la stessa successione delle tracce ma diverso artwork.

Raffaella e Topo Gigio, Canzonissima ’74.