Carràmba! che fortuna- 1ª edizione

Nel 1998 a Raffaella viene affidato il duplice compito di risollevare le sorti del varietà del sabato sera della Rai e riaccendere l’interesse per la Lotteria Italia a seguito dei fallimentari risultati ottenuti negli anni precedenti, complice anche la nascita di nuove forme di gioco più rapide ed immediate come il Superenalotto.

Raffaella Carrà in una foto promozonale di Carràmba! che fortuna 1998.
Foto: Marinetta Saglio

Dopo l’insuccesso di Fantastico nella stagione 1997/1998, le voci di un possibile addio della Lotteria Italia alla Rai si fanno sempre più insistenti, complici anche le attenzioni di Mediaset. Nei primi mesi del 1998, nel contendersi la nuova edizione della Lotteria Italia, Mediaset propone Paolo Bonolis con un programma da realizzare su canale 5 con una formula molto simile a quella dell’ultima edizione di Fantastico mentre la Rai schiera Raffaella Carrà e il suo team di lavoro, freschi del trionfo di ben tre edizioni di Carràmba! che sorpresa, l’ultima delle quali ancora in corso. Nel maggio dello stesso anno, dopo aver valutato le due proposte, i Monopoli di Stato decidono di rinnovare la convenzione con la Rai, soprattutto grazie alla presenza di Raffaella e alla promessa di rivoluzionare completamente la Lotteria Italia. Il progetto di Mediaset, invece, viene giudicato più modesto e poco innovativo. L’accordo con la Rai, valido per un solo anno, contiene una clausola che consente ai Monopoli di Stato di «recedere dalla convenzione e attribuire i diritti per l’abbinamento a un’altra rete tv qualora non venisse rispettato il contenuto della convenzione stessa».

Raffaella dichiara ai giornalisti che inizierà a pensare al nuovo programma a partire dal 2 aprile, dopo la chiusura della terza edizione di Carràmba. L’obiettivo è la realizzazione di un programma del sabato sera ricco di spettacolo e in grado di svecchiare i meccanismi della Lotteria Italia. Il titolo provvisorio è Promesse promesse, basato “sul verificarsi di una promessa che fa scattare, a sua volta, una nuova promessa-scommessa”.

Le parole di Sergio Japino, rilasciate a La Stampa (26 marzo 1998), riflettono chiaramente la visione del progetto:

“Sarà una bella sfida, che si può vincere se la Lotteria collabora. Dev’essere cioè più la Lotteria ad adattarsi al programma che non il contrario. La formula è vecchia di 20 anni, e va cambiata. Mentre i nostri programmi si sono rinnovati con il passare del tempo, per la Lotteria si è utilizzato sempre lo stesso schema. Noi siamo pronti a dare il massimo, ma ci aspettiamo un grandissimo aiuto dalla Lotteria”.

Nel corso dei mesi successivi, le idee per il nuovo programma cambiano, probabilmente anche a causa dei risultati straordinari ottenuti con la terza edizione di Carràmba! che sorpresa. Il progetto definitivo elaborato da Raffaella Carrà e Sergio Japino, subito approvato e fatto proprio dai Monopoli di Stato, è quello di sfruttare il successo di Carràmba per una quarta edizione per presentare una lotteria interattiva con importanti premi settimanali distribuiti prima della grande e tradizionale vincita finale del 6 gennaio.

Nell’ottobre del 1998, prende finalmente il via Carràmba! Che fortuna, una nuova edizione dell’ormai consolidato programma che segna l’inizio di un’era diversa per la Lotteria Italia e il varietà del sabato sera della Rai.

La promessa di una radicale rivoluzione della Lotteria Italia è mantenuta. Raffaella spiega a La Repubblica (1 ottobre 1998):

“Questa volta non ci saranno cartoline da spedire, non serviranno i francobolli (…) con la prima puntata tutto sarà più chiaro”.

Ogni settimana sono messi in palio 1 miliardo e 700 milioni. I 700 milioni sono distribuiti e nascosti all’interno di 40 sfere abbinate ad altrettanti Ragazzi della fortuna, meglio noti come Carràmba boys, mentre il miliardo è riservato al gioco finale delle casseforti. Il nuovo biglietto della lotteria non solo contiene il tradizionale numero di serie per l’estrazione finale, ma anche un’area “gratta qui” che rivela sette cifre. Ogni sabato sera, in diretta, vengono estratti i numeri vincenti e i telespettatori fortunati, in possesso dei numeri giusti, possono telefonare al 0878-2000 per essere abbinati a 123 linee telefoniche. Attraverso il lancio di una speciale sfera in trasmissione, un meccanismo seleziona a caso una delle 123 linee e il telespettatore abbinato avrà la fortuna di interagire telefonicamente con Raffaella e scegliere un certo numero di Ragazzi della fortuna. Ogni puntata si conclude con il gioco delle casseforti, riservato a chi ha sul biglietto tutti e sette i numeri estratti ed è sempre riuscito ad entrare nelle 123 linee, con la possibilità di vincere la strabiliante cifra di un miliardo di lire. Il gioco consiste nell’aprire due casseforti, la prima d’argento e la seconda d’oro, scegliendo per entrambe la giusta tessera magnetica dalla mano destra o sinistra di Raffaella. Nell’eventualità che i giocatori da casa escano sconfitti, il miliardo non aggiudicato si cumula con quello del sabato successivo e il jackpot lievita, proprio come accade per il Superenalotto.

Oltre alla lotteria, non mancano le tradizionali carràmbate, che spaziano dai classici ricongiungimenti familiari a sorprese pensate per i fan di personaggi famosi, anche se in numero ridotto rispetto alle edizioni passate. Ogni puntata vede anche la partecipazione di persone che, nella loro vita, hanno vissuto grandi fortune o sfortune, spesso coinvolte nelle estrazioni dei numeri della lotteria o protagoniste di sorprese speciali.

I momenti di spettacolo sono dominati da Raffaella e dagli ospiti famosi. A differenza delle edizioni precedenti, questa volta Raffaella mette in evidenza soprattutto le sue doti di conduttrice piuttosto che quelle di cantante e ballerina, esibendosi solo nella puntata finale del 6 gennaio con un medley di successi dedicato a tutti i telespettatori che non hanno vinto la lotteria.

Con questa edizione della Lotteria Italia, Raffaella Carrà conquista anche un primato: è la prima conduttrice del programma abbinato alla lotteria il cui volto appare stampato sul biglietto stesso.

Locandina promozionale Lotteria Italia 1998 con Raffaella Carrà.

Alla vigilia del programma, i vertici Rai sono molto ottimisti sulla riuscita del progetto e sui risultati della Lotteria Italia.

Agostino Saccà, direttore di Raiuno, dichiara a La Repubblica (1 ottobre 1998):

“La Carrà ha sempre aiutato la Rai in difficoltà. È una professionista capace di grande umiltà. Più che una star è un’ impiegata: va in redazione alle nove del mattino. Sette milioni di biglietti già venduti. L’ anno scorso a fine programma ne erano stati venduti 19 milioni”.

Il presidente della Rai, Roberto Zaccaria:

“Per me la Carrà è come Ronaldo. Io sono interista, e spero che Carramba avrà un ascolto pari alla vendita dei biglietti della lotteria”.

Raffaella Carrà con i 40 Ragazzi della fortuna – Conferenza stampa di Carràmba! che fortuna 1998. Foto: Gioia Botteghi.
Da sinistra, il capostruttura Rai Paolo De Andreis, Raffaella Carrà, il direttore di Raiuno Agostino Saccà e Sergio Japino durante la conferenza stampa di Carràmba! che fortuna 1998.
Raffaella in due scatti dalla prima puntata di Carràmba! che fortuna del 3 ottobre 1998.
Raffaella nelle prime tre puntate di Carràmba! che fortuna del 1998 con i suoi tre iconici look bianco, rosso e nero.

La partenza del programma è tuttavia segnata da alcune polemiche riguardanti la Lotteria Italia. Alcuni giornali denunciano una trasparenza del biglietto presente proprio in corrispondenza dell’area del gratta qui che permetterebbe di leggere in controluce le cifre nascoste. L’area del biglietto interessata è una banda gialla nella parte bassa del retro con informazioni relative alla lotteria. Alla vigilia della trasmissione, il 2 ottobre 1998, per porre fine ad ogni polemica i Monopoli di Stato prendono la decisione di ritirare tutti i i biglietti trasparenti, garantendo una rapida rifornitura dei punti vendita con i nuovi biglietti presentanti una banda di colore nero al posto di quella gialla. In attesa dei nuovi tagliandi, le vendite vengono interrotte per alcuni giorni. I milioni di tagliandi già venduti restano comunque perfettamente validi e possono quindi regolarmente partecipare alle estrazioni della trasmissione.

La prima versione del biglietto della Lotteria Italia 1998.

Vittorio Cutrupi, direttore generale dei Monopoli, dichiara a La Repubblica (3 ottobre 1998):

“Questo piccolo stop non dovrebbe aver nessun contraccolpo sulla vendita dei biglietti, visto che avviene 14 settimane prima dell’ estrazione dei premi finali (…) Quei numeri danno solo la possibilità di giocare, bisogna seguire Carramba in diretta per sapere se sono quelli giusti. Ma ci sarà una pausa per la stampa dei biglietti, i rivenditori dovranno venderli o riconsegnarli entro sabato”.

La seconda polemica riguara il gioco finale delle casseforti: Striscia la notizia attacca nella puntata di lunedì 12 ottobre la Rai e Carràmba, prendendo come pretesto la mancata vincita del miliardo nel finale della seconda puntata di Carràmba! che fortuna in onda domenica 11 ottobre 1998 nonostante al momento dell’inserimento della tessera magnetica si fosse accesa una lucina verde, ipotizzando un imbrglio.

La Stampa del 14 ottobre 1998.

Rapida la risposta della Rai:

“La Carrà in trasmissione aveva fatto la controprova infilando l’altra scheda magnetica nella serratura e la cassaforte s’era aperta. Dunque la scheda scelta dalla concorrente era sbagliata e Ricci aveva fatto il furbo non mostrando per intera la sequenza.”

Antonio Ricci ritorna sull’argomento nella puntata successiva del 13 ottobre 1998 affermando:

“Quella luce verde che contraddice i movimenti della cassaforte potrebbe essere pericolosa. Fermatela! La televisione pubblica non può fare una lotteria in cui, all’ultimo momento, si perde il miliardone in premio. E’ sadismo”.

Paolo De Andreis, capostruttura Rai e responsabile di Carràmba, ammette l’errore tecnico della lucina verde al posto di quella rossa ma spiega che il regolamento per ottenere il miliardo parla chiaro: lo si può avere solo se la porta della cassaforte si apre.

“D’altra parte Raffaella Carrà è prudentissima. Ripete continuamente al concorrente al telefono che fino all’ultimo non può dirsi miliardario, che deve aver pazienza, saper aspettare (…) Non è la Rai a fare la telofonata piombando in una casa sconosciuta. Chi chiama sa che è un gioco: è preparato e mi auguro anche abbia il cuore forte (…) Loro fanno un programma satirico, la Carrà, anche domenica, con 8 milioni e 200 miia, ha battuto il “Conte di Montecristo”, ovvio che venga attaccata dalla concorrenza. Non c’è altro”. (La Stampa del 14 ottobre 1998).

Il gioco delle casseforti – Carràmba! che fortuna, prima puntata del 3 ottobre 1998.

Anche stavolta il programma è accompagnato da una striscia quotidiana dal titolo Centoventitrè, alle 12.50, nel corso della quale si ha un ripescaggio tra tutte le telefonate dei telespettatori non estratte il sabato sera. Per vincere basta indovinare una serie numerica di sette cifre nell’ordine corretto. Inoltre, il pubblico a casa telefonando il lunedì dalle 11:00 alle 13:00 può prenotarsi al gioco del Vero o falso nel quale occorre riconoscere quali storie sono vere e quali false tra quelle raccontate da tre dei quaranta Ragazzi della fortuna. Il programma, inoltre, nasce per puntare i riflettori sui Ragazzi della fortuna che nel corso delle puntate hanno l’opportunità di farsi conoscere meglio dal pubblico ed esibire tutte le proprie qualità.

La scommessa è vinta in pieno, sia sul piano degli ascolti che su quello delle vendite di biglietti. Spesso gli ascolti raggiungono risultati stratosferici e l’ultima puntata del 6 gennaio è seguita da 12.547.000 telespettatori con uno share pari al 53,57%. La serata del 24 ottobre registra 8,7 milioni di spettatori e il 36,5% di share, più di tutti i programmi Mediaset messi insieme.