
Paese di produzione Italia
Anno 1952
Durata 96 minuti
Dati tecnici Bianco e nero
Genere Drammatico, sentimentale
Regia Mario Bonnard
Soggetto Mario Bonnard, Guido Chiolo
Sceneggiatura Aldo De Benedetti, Ennio De Concini, Nicola Manzari
Produttore Aleandro Di Paolo
Casa di produzione E.D.I.C.
Distribuzione in italiano E.D.I.C.
Fotografia Tino Santoni
Montaggio Elsa Dubbini
Scenografia Dante Fazi
Costumi Flavio Mogherini
Trucco Giuseppe Annunziata
Tormento del passato è un film italiano del 1952 diretto da Mario Bonnard, rappresentante tipico del genere melodrammatico-sentimentale che dominava il panorama cinematografico italiano di quegli anni. Questo filone cinematografico, conosciuto anche come “strappalacrime” o “neorealismo d’appendice”, mirava a colpire profondamente l’emotività del pubblico, raccontando storie di passioni, dolori e speranze.
La pellicola segna il debutto cinematografico di Raffaella Carrà, qui accreditata con il suo vero nome, Raffaella Pelloni, all’età di nove anni. Raffaella interpreta il ruolo di Graziella, figlia della protagonista Luisa, interpretata da Hélène Rémy.

A soli nove anni, Raffaella si trova di fronte alla sua prima grande opportunità per il successo. Dalle pagine di un numero degli anni ’70 del settimanale OGGI, apprendiamo che tra i ricordi di famiglia, mamma Iris conservava gelosamente un invito speciale: un foglio con su scritto “Città del Vaticano”, un segno di un’udienza pontificia con papa Pio XII riservata alla famiglia Pelloni. Proprio durante la visita a Roma, ospiti di amici, Raffaella incontra il produttore Malenotti, che le offre una parte nel film Tormento del passato.
Nonna Andreina, intervistata per il settimanale OGGI nel 1970 ricorda:
«Un bel giorno lessi sul giornale che il regista Mario Bonnard cercava, per girare il suo film “Tormento del passato”, una bambina di 9 anni. Proprio l’età della mia Raffaella. Mi precipitai a portarla dal regista. E la parte fu sua.»
Mentre la madre di Raffaella ha fretta di lasciare Roma, nonna Andreina insiste affinché la nipote partecipi al film, felice di questa straordinaria opportunità. La permanenza a Roma si prolunga per venti giorni oltre il previsto, durante i quali Raffaella dimostra un talento straordinario, riuscendo perfino a doppiare se stessa.
In una riflessione nostalgica, Raffaella ricorda quel periodo con affetto e stupore:
«Anche il compenso, per l’epoca, era ragguardevole. Ricevetti diecimila lire. Le ho ancora negli occhi: un foglio di carta grande quasi come un lenzuolo.»
Durante le riprese, il produttore e il regista riempiono Raffaella di regali e attenzioni, di cui Raffaella presto ne è infastidita:
«Mi infastidivano i troppi complimenti, il sentirmi definire “bambina prodigio”. Tutti poi a cercarmi, Raffaella di qua, Raffaella di là. Davvero non me ne importava nulla. La mia vera passione era il ballo.»
Questo esordio cinematografico rappresenta un momento cruciale nella vita di Raffaella Carrà, segnando l’inizio di una carriera straordinaria che avrebbe visto la piccola Graziella di Tormento del passato diventare una delle più amate icone dello spettacolo italiano.
La pellicola, distribuita nelle sale italiane il 4 aprile 1952, è riuscita ad ottenere una distribuzione internazionale, arrivando in Francia il 27 marzo 1953 (Le Tourment du passé) e in Portogallo il 17 settembre 1954.

Cast
Hélène Rémy Luisa
Marc Lawrence Piero/Andrea Rossi
Carlo Romano Marco Ferretti
Raffaella Pelloni Graziella
Carla Del Poggio Giulia/Florette
Luigi Pavese Bianchi
Giulio Battiferri Peppino
Renzo Borelli complice di Bianchi
Riccardo Garrone complice di Bianchi
Laura Gore cameriera di Florette
Guglielmo Inglese Giacomo
Paul Le Pere Giovanni
Natale Cirino padrone del barcone
Rino Salviati cantante
Trama
La trama ruota attorno alla figura di Piero, un rapinatore di banche che, dopo sei anni di latitanza negli Stati Uniti sotto il falso nome di Andrea Rossi, torna a Roma. Qui scopre di avere una figlia, Graziella, nata dalla sua relazione con Luisa, una sarta che durante la sua assenza si era sposata con un altro uomo per dare un cognome alla bambina. La scoperta della figlia cambia Piero, che diventa più morbido e cerca di sfuggire alla sua vita criminale. Tuttavia, la sua doppia vita e le complicazioni amorose con un’altra amante, Giulia, portano a una serie di eventi drammatici che culminano in una sparatoria. Il climax del film si raggiunge quando Luisa, determinata a costituirsi per aver sparato a Piero durante un alterco, viene fermata da Giulia, che porta un messaggio di redenzione. Piero, in punto di morte, assume su di sé la responsabilità dell’incidente, scagionando Luisa e permettendole di vivere liberamente con Graziella. Questo atto finale di sacrificio rappresenta una redenzione tardiva ma potente, chiudendo il film con un messaggio di speranza e riscatto.