Buonasera Raffaella

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Per il secondo anno, il contratto triennale di Raffaella con la Rai prevede la realizzazione di un film più sette telefilm, oppure venti puntate di show in prima serata. Nonostante la sceneggiatura di un film musicale con protagonista una monaca ballerina, scritta da Sergio Japino, che Raffaella avrebbe dovuto girare in Brasile, sia già pronta, il progetto non viene realizzato e l’impegno di Raffaella è inizialmente modificato in quindici serate di show completo e sei speciali, di cui due negli Stati Uniti. Nasce così l’idea di Buonasera Raffaella, un raffinato show serale che riprende la fortunata formula di Pronto… Raffaella? arricchendola in termini di spettacolo. Nei fatti, vengono poi realizzate dieci puntate dello show in diretta da Roma, cinque puntate speciali in diretta da New York e quattro speciali andati in onda dopo la fine del programma, di cui tre puntate antologiche intitolate Sfogliando le pagine di un varietà e una puntata di approfondimento sulla preparazione dello show in America intitolata Dietro le quinte di un varietà.

Grazie ad alcuni estratti di interviste rilasciate da Raffaella a diversi quotidiani e settimanali, riusciamo a ricostruire come è nato Buonasera Raffaella:

“Dopo la fine di Pronto… Raffaella? avrei dovuto girare un film in Brasile, su soggetto di Japino. Invece agli inizi dell’estate i dirigenti della Rai mi hanno chiesto di tornare davanti alle telecamere, per giunta di giovedì. In agosto mi sono goduta un pò di vacanze, un meritato riposo mi pare. Poi in settembre io e Sergio abbiamo girato gli Stati Uniti dalla California a New York, più una mezza dozzina di paesi europei. Abbiamo visto decine di spettacoli di ogni genere, abbiamo preso appunti, abbiamo raccolto forografie e materiale registrato.” (GENTE, N.51/1985).

“Per questa nuova trasmissione, ce l’abbiamo messa tutta. Sono stati ritmi frentici, 13 ore al giorno di lavoro. Ma sapete che per un Fantastico ci vogliono sette mesi di preparazione e per questo Buonasera Raffella ho avuto uno spazio di due? Mi hanno avvisato il 28 di luglio, che c’era in aria la nuova trasmissione, poi ci son state le vacanze in Sardegna e un lungo viaggio per Francia, Spagna, Inghilterra e Stati Uniti per vedere con Japino spettacoli e televisioni e scoprire così che noi in Italia siamo proprio bravi. Mamma mia… ho detto di sì, ed eccomi qua ad alzarmi alle 7:30 del mattino e andare avanti: ma lo faccio con amore e grinta, come sempre”. (La Stampa, 2 dicembre 1985).

“In realtà l’idea di mettermi alla prova in uno spettacolo tutto in diretta per tre ore consecutive l’ha avuta Sergio che si è scoperto non più solo coreografo ma anche autore. Intorno a noi c’è stata molta curiosità fin da quando si è cominciato a parlare di questo spettacolo e questo ha contribuito a farci sentire sulle spalle una responsabilità ancora maggiore. Abbiamo lavorato alla preparazione con ritmi serratissimi. Del resto, come ormai sono abituata a fare, improvviserò molto e seguirò l’istinto cercandi di cogliere gli spunti che mi offriranno gli ospiti presenti in studio. Si sa, quando si va in diretta l’emozione non manca, ma a me l’avventura è sempre piaciuta. E se mi capita di sbagliare sono abituata a pagare in prima persona”. (TV Sorrisi e Canzoni, N.49/1985).

Raffaella Carrà durante durante le registrazioni della sigla Fidati! (Italia, 1985).

La partenza del programma è prevista inizialmente per il 28 novembre 1985 e la regia è affidata ad Enzo Trapani. Tuttavia, stando alle dichiarazioni del regista, al momento di costruire a tavolino il programma, emergono presto delle forti divergenze di opinione. Mentre Trapani pensa che la formula di Pronto… Raffaella? non possa funzionare per uno show in prima serata così importante, Raffaella e Sergio sono convinti che non sia necessario operare grandi stravolgimenti.

Trapani dichiara a La Stampa (26 ottobre 1985):

“Io non credo che uno show come Buonasera Raffaella possa reggersi sul meccanisnio delle telefonate e dei soliti ospiti in studio. Avevo pensato alla possibilità di selezionare la partecipazione telefonica del pubblico scegliendo temi precisi di discussione, cercando formule nuove. Per esempio organizzando collegamenti settimanali con i consolati italiani sparsi in tutto il mondo: ogni volta potevano essere invitati gruppi di emigrati che raccontavano alla Carrà i loro problemi. Un ‘altra idea era quella delle combinazioni musicali tra Italia e Stati Uniti: si poteva mandare in onda la base dei motivi e su quella, in collegamento con le città americane, far intervenire, di volta in volta, i solisti famosi“.

Dopo diversi tentativi di accomodamento, specialmente da parte di Japino, Trapani abbandona il programma e viene sostituito da Furio Angiolella, giovane regista interno della Rai. Nonostante ciò, non si verifica nessun litigio e il regista rimane in buoni rapporti con Raffaella e il resto del gruppo di lavoro.

Lo show debutta il 5 dicembre 1985 e, per dieci settimane, va in onda ogni giovedì in prima serata su Rai 1, dalle 20:30 alle 23:30 con l’intervallo del telegiornale.

Alla vigilia del debutto, Raffaella confessa a La Stampa (2 dicembre 1985):

“Sono molto serena.. Certo, l’aspettativa non è la situazione psicologica migliore. A me pare però di aver messo insieme un programma diverso. Mi auguro che tutto ciò che ho dentro venga fuori, che il mio calore passi ai telespettatori. Se ciò avverrà lo scopo è raggiunto”.

Il vasto studio 5 di circa 1200 metri quadrati, situato alla periferia di Roma in via Nomentana, nell’ex complesso cinematografico della Dear Film, è elegantemente allestito come un lussuoso appartamento. Lo spazio dedicato allo spettacolo vero e proprio consiste in un palcoscenico con una pedana luminosa racchiuso in una mezza sfera che accoglie un’orchestra di 26 elementi diretta dal maestro Danilo Vaona; una seconda area è dedicata ai giochi, più impegnativi ed elaborati di quelli proposti durante Pronto… Raffaella?, con la scrivania, l’immancabile telefono e un tabellone; Infine, un accogliente salotto con divani è riservato alle interviste di ospiti famosi e gente comune. Il pubblico è sistemato in un “salotto allargato”, arredato con divani, tavolini e lampade.

Pochi istanti prima della diretta della prima puntata, l’autore del programma Ugo Porcelli rivolge a Raffaella queste parole, che lei ricorderà come uno dei complimenti più belli ricevuti:

“Puoi andare, Raffaella. Puoi arrivare dovunque nei salotti di tutta Italia e far si che il tuo salotto, dove così bene fai la padrona di casa e metti tutti a proprio agio, diventi il salotto degli italiani”. (GENTE, N.51/1985).

Lo show si distingue per la sua varietà, alternando momenti di puro intrattenimento a storie, più o meno straordinarie, di persone comuni, con l’immancabile coinvolgimento diretto del pubblico a casa attraverso il telefono. Questa scelta nasce dall’esperienza maturata durante Pronto… Raffaella?, un programma che ha lasciato un segno profondo nella vita professionale e personale di Raffaella.

“Non ho lasciato Pronto con grandi tristezze, ma mi erano rimaste delle angosce: era la vita degli altri che mi correva in testa… sapete la vita è uno spettacolo al limite del vero o del falso. Qual è la verità? Dov’è la giustizia? Ma tutto quello che è passato dal mio salotto è stato un esempio che mi ha dato la dimensione delle città d’oggi. Adesso nel nuovo programma cercherò di approfondire temi e problemi…”. (La Stampa, 2 dicembre 1985).

“Pronto… Raffaella? è stata per me una lezione straordinaria. Ho capito quanto possa essere importante il rapporto diretto, anche se a volte soltanto telefonico, con il pubblico e quanto la gente abbia storie importanti da raccontare. Sono infatti sempre più convinta che il ruolo primario della televisione sia proprio quello di scoprire e mettere a fuoco la vita vera, straordinaria o di tutti i giorni, un pò come avviene nel Telegiornale. Ecco, diciamo che il talk-show, quindi il nuovo Buonasera Raffaella, è anche una specie di Tg con l’aggiunta di una buona dose di ottimismo. Così, per ogni puntata abbiamo previsto uno spazio dedicato alle “storie straordinarie” che verranno raccontate in studio dagli stessi protagonisti e ci offriranno l’occasione di vivere momenti particolarmente intensi”. (TV Sorrisi e Canzoni, N.49, 1985).

“In ogni puntata abbiamo uno o più ospiti, personaggi non famosi, con una storia specialissima da raccontare. Già da tempo, sia alla radio che alla televisione, vengono rivolti inviti in questo senso: chi ritiene di avere una storia particolare, incredibile, suggestiva può scrivere alla nostra redazione e candidarsi per essere invitato”. (Onda TV, N.50/1985).

Non manca la comicità grazie alla presenza fissa di Marisa Laurito e Andy Luotto, impegnati nella realizzazione di Candid Camera in giro per Roma e New York per un gioco a premi intitolato Uomo, donna o nessuno. In questo gioco, ispirato al programma Specchio segreto (1964) di Nanni Loy, due concorrenti in studio, dopo aver assistito a una scenetta, devono decidere chi tra le molte persone incontrate per strada aiuterà la strana coppia a risolvere il proprio problema.

Marisa Laurito, Raffaella Carrà e Andy Luotto fotografati davanti alla sede Rai di Viale Mazzini il giorno della conferenza stampa di presentazione di Buonasera Raffaella (Roma, 1985).

Lo spettacolo è curato nei minimi dettagli e vede la partecipazione di grandi nomi del panorama artistico. Tra gli italiani, si esibiscono star come Patty Pravo, Loredana Bertè, Marcello Mastroianni e Alberto Sordi, mentre sul fronte internazionale ci sono vere leggende come Stevie Wonder, Sammy Davis Jr., Ella Fitzgerald e Ginger Rogers. Insieme a loro Raffaella da vita ad idindimenticabili duetti, rimasti nella storia.

In ogni puntata Raffaella è protagonista di spettacolari momenti musicali con le canzoni tratte dal nuovo album Fidati! e i balletti, accompagnata da un corpo di ballo composto da 25 ballerini con le coreografie di Sergio Japino.

A sinistra, la copertina dell’album Fidati! contenente l’omonima sigla di testa di Buonasera Raffaella e la sigla di coda Bellissimo. A destra, l’abito di Lancetti indossato per la foto di copertina, oggi appartenente alla nostra collezione.
Tre scatti di Raffaella mentre canta Bellissimo, sigla finale del programma (1985).

Le prime quattro puntate sono arricchite da un suggestivo balletto ad episodi, una delle novità dello show, ispirato alla commedia musicale “Starlight Express”.

“Di questo vado particolarmente orgogliosa: per la prima volta sul piccolo schermo proponiamo un balletto a puntate. Cominciamo con coreografie ispirate al musical Starlight Express, con il quale andremo avanti per quattro settimane”. (TV Sorrisi e Canzoni, N.49/1985).

Alcuni momenti di Starlight Express (1985).

Ospite fisso il gruppo Cinque stelle, cinque ragazzi tra i dieci e i quattordici anni selezionati dall’equipe del programma tra migliaia di candidati per dare vita a momenti musicali dedicati ad un pubblico più giovane.

Raffaella con il gruppo Cinque stelle (1985).

All’interno della trasmissione è inserito anche un cartone animato, Lalla nell’isola di Tulla, ideato da Sergio Japino e illustrato da Pierluigi De Mas. Si tratta di un momento dedicato ai bambini ma anche agli adulti grazie al gioco a premi abbinato e sponsorizzato da Pampers. La storia inizia con un misterioso uovo metallico che atterra sull’isola di Tulla, abitata dagli Japinidi, guidati dal loro capo Japù. Dall’uovo emerge una bambina di nome Lalla, che viene cresciuta dalla tartaruga portafortuna Martuga. Lalla si imbarca in un’avventura per trovare uno speciale polline, necessario per far ripartire la sua astronave in panne e ritornare sul suo pianeta.

I personaggi erano stati inizialmente ideati per realizzare un videoclip animato della canzone Africa (1984) ma successivamente si decise di utilizzarli per dare vita ad un cartone animato che all’interno della trasmissione tracciasse una linea di confine tra la parte del programma destinata a tutto il pubblico e quella destinata solo agli adulti. Inoltre, le avventure di Lalla continuano anche con un fumetto pubblicato ogni settimana su TV Sorrisi e Canzoni.

La prima puntata di Lalla nell’isola di Tulla pubblicata su TV Sorrisi e Canzoni (1986).

Il programma è molto tencologico per l’epoca. Per le dieci puntate italiane, grazie al satellite e a un gigantesco schermo a scomparsa in studio, vengono realizzati collegamenti in diretta da diverse parti del mondo dove si è verificato il fatto della settimana e addirittura duetti a distanza con ospiti famosi. Il satellite è anche il mezzo grazie al quale Buonasera Raffaella per le ultime cinque puntate può essere trasmesso in diretta da New York. Ogni puntata si conclude con la rubrica A grande richiesta, un innovativo esperimento di televoto basato sulla misurazione della variazione dei consumi di energia da Enel: il pubblico da casa può esprimere la propria preferenza per il film da vedere il lunedì successivo in prima serata su Rai 1 scegliendo tra tre opzioni e accendendo una luce in casa al segnale dato da Raffaella. I dati sui consumi vengono comunicati in diretta dall’impiegato Enel Signor Torchio, diventato famoso per questa collaborazione che continuerà anche a Domenica in l’anno successivo.

Buonasera Raffaella rappresenta il primo (e anche l’unico) esperimento di televisione internazionale, fortemente voluto dalla Rai per dimostrare la potenza dei propri mezzi tecnologici e promuovere il made in Italy nel campo della comunicazione. L’idea di un programma in diretta via satellite, per valorizzare l’immagine della Rai sul mercato televisivo americano, risale alle fine del 1984. La Rai voleva realizzare un ponte tra Italia e comunità italiane del Nordamerica attraverso la produzione di programmi televisivi e serie. Inoltre, si voleva incoraggiare il flusso turistico dall’altra sponda dell’Atlantico dopo gli episodi terroristici che avevano interessato anche il nostro Paese e presentare di esso un’immagine accattivante attraverso l’eco che i media di Usa e Canada e la Rai Corporation avrebbero dato all’iniziativa. Buonasera Raffaella nasce come programma pilota di questo progetto ben più grande che sarebbe dovuto andare avanti con altre produzioni. Per questa impresa, la Rai pensa immediatamente a Raffaella per sfruttare le sue indiscusse doti artistiche, le sue capacità linguistiche e la sua grande popolarità a livello mondiale.

Raffaella Carrà e Sergio Japino posano con il modellino dell’Olympus-1, il più grande satellite per telecomunicazioni civili mai costruito al momento del suo lancio, avvenuto nel 1989. (1985).

In un primo momento, Buonasera Raffaella è pensato come un programma di 13 puntate interamente prodotto e trasmesso dalla Rai Corporation di New York. Presto però ci si rende conto che un programma così lungo, con punatate della durata di 3 ore ciascuna e una struttura molto complessa, potrebbe essere troppo gravoso per la Rai Corporation che non hai mai tentato prima grandi propduzione. Così, il sogno americano viene ridotto alle ultime tre puntate dello show, diventate poi cinque, trasmesse in diretta via satellite dai Silvercup Studios della Rai Corporation di New York sul Canale 31 negli Stati Uniti e su Telelatino a Toronto in Canada a partire dalle 14.30, per essere in diretta in Italia su Rai 1 dalle 20.30. Le prime tre puntate vanno in onda di giovedì e le ultime due di sabato.

Locandina di Buonasera Raffaella che tappezzava New York (1986).

Raffaella racconta così le sue aspettative in un’intervistata rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni (N.8/1986) alla vigilia della partenza per gli Stati Uniti:

“Ci teniamo a mantenere la nostra formula visto che ha incontrato il favore del pubblico. (…) Comunque, l’aspetto più importante che vorrei sottolineare è l’opportunità di creare un ponte immaginario fra il nostro Paese e gli Stati Uniti, dove da decenni vivono tanti italiani. Sappiamo che il made in Italy è di moda ma desidero scoprire fino a che punto i nostri connazionali che vivono qui si siano inseriti in questa società. Tanti, per esempio, sono delle vere colonne nei campi più diversi: li inviteremo in studio e sono sicura che avremo grandi sorprese”.

La partenza per gli Stati Uniti è un vero e proprio evento, immortalato dall’iconica sigla Bacio che cattura perfettamente lo spirito del viaggio. Le immagini memorabili mostrano Raffaella che lascia la sede Rai di Viale Mazzini con i ragazzi del balletto, simbolicamente rappresentativi dell’intera troupe del programma. All’aeroporto di Roma, saluta idealmente l’Italia mentre sale sulla scaletta di un Boeing Alitalia diretto a New York. Una volta arrivata, la vediamo ballare e cantare per le strade della città, immersa nel traffico e circondata dalle caratteristiche insegne luminose.

Appena atterrata a New York, nonostante il fuso orario, Raffaella decide di fare un giro in città e si imbatte nella Intrepid, la leggendaria nave militare portaerei trasformata in museo. Raffaella insiste per includerla nel suo show e in una piovosa giornata di febbraio è a bordo della nave per registrare un numero musicale, Prendere o lasciare, canzone tratta dal suo nuovo album Fidati!.

Sulle pagine di OGGI del marzo 1986, Raffaella racconta:

“Il primo giorno che sono arrivata a New York, nonostante il fuso, mi sono detta: andiamo a fare una giratina per la città, voglio sentirmi dentro a New York. Arriviamo qui al porto e vedo questa portaerei. Tu sai che nei film musicali americani che vedevo quando ero ragazzina, c’erano queste grandissime star che ballavano sulle tolde delle navi piene di ballerini e questo mi ha affascinato. Un’altra mia debolezza sono poi i film di guerra. Combinando le due cose mi sono detta: perchè non portiamo in Italia questa bellissima nave?”

Intervistata da TV Sorrisi e Canzoni (N.10, 1986), mentre indossa una giacca da aviatore e aspetta una scaletta per salire a bordo di un F-4N Phantom, dichiara ironicamente:

“Veramente avrei preferito qualcosa di più eroico. Atterrare in volata sul ponte, come si vede in quei film di guerra o nei musical di Gene Kelly che mi piacciono tanto, accolta da una fila di bei marinai sull’attenti… Ma non è l’epoca giusta. A New York diluvia e, se non diluvia, nevica”.

Raffaella a bordo di un F4-N Phantom all’interno della Intrepid
(New York, 1986).

La giornata di Raffaella è programmata minuto per minuto: soggiorna all’Hotel Pierre e la mattina le portano in camera una napoletana bollente di caffè. Trascorre tutto il giorno ai Silvercup Studios dedicandosi alla preparazione di Buonasera Raffaella e rinunciando allo shopping e ad altri svaghi. Quando non lavora alla trasmissione, è impegnata in apparizioni in importanti programmi televisivi: Today show (18 febbraio 1986), Live at five (5 marzo 1986), Late night show (10 marzo 1986), Entertainment tonight e Midday show. L’unico lusso che si concede è andare a cena la sera in splendidi ristoranti per poi concludere la serata nei teatri per assistere ai più importanti spettacoli di Broadway.

Raffaella fotografata a New York davanti all’insegna luminosa che sponsorizza Buonasera Raffaella (New York, 1986).
Raffaella Carrà posa nella piazza antistante il World Trade Center tra le famose Torri Gemelle (New York, 1986).
Raffaella Carrà ritratta con il Ponte di Brooklyn alle spalle (New York, 1986).

Nei Silvercup Studios di New York viene ricreato uno studio che riprende quello di Roma ma con ambienti ancora più sofisticati. Questa volta, l’atmosfera evoca quella di un attico in un grattacielo, come testimonia la vista mozzafiato su New York, con i profili luccicanti dei grattacieli che si stagliano all’orizzonte, e le porte di un finto ascensore da cui gli ospiti fanno il loro ingresso in studio. Lo show acquista così una nuova dimensione ancora più grandiosa, grazie ai personaggi che vi partecipano e all’emozione generale che permea questa inedita impresa.

Gli indici d’ascolto della trasmissione sono ottimi, battendo ogni settimana la concorrenza su canale 5 rappresentata dal quiz Pentatlon di Mike Bongiorno. Secondo le indagini ufficiali d’ascolto degli utenti e delle agenzie pubblicitarie (Upa-Assap), nei mesi di ottobre e novembre, prima del programma di Raffaella, al giovedi sera Raiuno aveva il 19,7% dell’ascolto totale, poco più di Italia 1 (18,8%) e molto meno di Canale 5 che dominava con Pentatlon (30,6% di spettatori). Dal 5 dicembre, dopo la partenza di Buonasera Raffaella, la situazione viene stravolta: Raiuno ha il 35,8%, Canale 5 il 24%, Italia 1 il 14,9%. Per la prima volta la Fininvest con Mike Bongiorno perde nettamente la leadership sul giovedì sera.

La prima puntata in onda da New York si scontra con il megashow francese su Canale 5 Voila la Cinq, il gala che festeggia l’esordio francese del canale La Cinq. Secondo il sondaggio telefonico Upa-Assap, Raffaella ottiene tra le 20:30 e le 23 il più alto indice d’ascolto della serata battendo con il 33,1 % la concorrenza che si ferma al 28,1% di telespettatori. La puntata supera anche l’indice di ascolto dell’ultima puntata Italiana del programma del 6 febbraio con una percentuale del 32,8%.

Il successo è grande anche all’estero. Le 5 puntate USA sono acquistate dalla tv messicana e trasmesse anche in tutta Europa in differita. La prima puntata americana in particolare è un vero trionfo con Telelatino sommersa di telefonate da parte della comunità italo-americana e costretta a replicare la puntata in differita il giorno stesso della diretta.

Raffaella commenta così quella prima puntata in diretta da New York e l’entusiasmo del pubblico in studio:

“A un certo punto mi sono venute le lacrime agli occhi. Ovviamente speravo di tutto cuore di accontentare gli italo-americani, e sentivo che era il momento giusto di portare la nostra televisione in America, però non mi aspettavo che si emozionassero tanto. È chiaro che questa gente non sta male finanziariamente ma sente moltissimo la mancanza delle proprie radici. In Italia ce ne rendiamo conto solo fino a un certo punto”. (TV Sorrisi e Canzoni, N.10, 1986).

Gli ascolti delle cinque serate speciali USA sono molto buoni, battendo sistematicamente la concorrenza. Nonostante gli indici di ascolto fossero di alcuni punti superiori rispetto a quelli delle puntate in diretta dall’Italia e il programma fosse stato venduto anche all’estero, probabilmente i risultati dell’ambiziosa e complicata operazione sono al di sotto delle aspettative o non compensano l’immane sforzo produttivo tanto che, complici anche le feroci polemiche sui costi della trasferta americana sollevate dal partito radicale e la successiva indagine della Procura che diede vita ad un secondo caso Carrà durato anni, dopo Buonasera Raffaella, la Rai abbandona definitivamente il progetto.

Raffaella risponde così alle polemiche sui costi della trasmissione in un’intervista rilasciata ad Epoca (N.1847/1986):

“Non so perchè siamo stati attaccati così duramente. È come accusare Enzo Ferrari di spendere milioni per mandare una sua vettura a una competizione internazionale. Se non li spende, le Ferrari non vengono rappresentate: tutto qui. La Rai ha sentito che è arrivato il momento di entrare nel circuito maggiore della televisione internazionale. Poteva farlo senza spendere? Si è parlato di una spesa di 7 miliardi. Non so se è vero, non ho le cifre in mano. Ma se anche fosse vero, bisogna riflettere su ciò che abbiamo acquistato: oltre 15 ore di spettacolo, uno special sulla preparazione e tre special di un’ora ciascuno. Una ventina di ore in tutto. Quando pensiamo che un’ora di trasmissione costa sui 400 milioni, dov’è lo sperpero? E per di più stiamo lavorando negli Stati Uniti dove tutto costa il doppio”.