Il “caso carrà”

Nel 1984 scoppia il famoso caso Carrà con tanto di interrogazioni parlamentari sull’eticità di un contratto triennale di 6 miliardi stipulato dalla Rai per trattenere Raffaella, in quel periodo corteggiata da Fininvest. Le leggi dello Stato impediscono alle televisioni private di avere la diretta, pertanto Raffaella, decisa a non rinunciare al contatto diretto con il pubblico, accetta di restare in Rai rifiutando un compenso molto più importante offerto dalla concorrenza.

Nei due anni di trasmissione Raffaella tocca con mano i problemi della gente comune, si trova spesso a mediare con le istituzioni per cercare di risolvere dei problemi segnalati dal pubblico in diretta e in alcuni casi a gestire situazioni particolarmente delicate (famoso è il caso di Giuseppe Russo, il giovane geometra italiano ostaggio in Arabia Saudita per inadempienze del suo datore di lavoro, in fin di vita a causa di un’anoressia nervosa).

Il peso emotivo di Pronto… Raffaella? diventa insostenibile e Raffaella decide di non continuare con una terza edizione del programma.