La conquista della TV

In TV appare per la prima volta accanto a Lelio Luttazzi ne Il paroliere questo sconosciuto (1962). Seguiranno alcuni lavori da attrice in sceneggiati e prosa televisiva ma il suo vero debutto televisivo è nel 1970 con Io, Agata e tu nel ruolo di spalla di Nino Ferrer. Raffaella chiede ed ottiene tre minuti per potersi scatenare a modo suo sulle note di Oh che bel castello, inventando un nuovo modo di ballare all’insegna della più totale libertà e proponendo per la prima volta un modello di donna di spettacolo che canta, balla, recita e intrattiene, quella che presto sarà definita showgirl.

Il successo di queste sue prime apparizioni è tale da affidarle la conduzione di Canzonissima ‘70 in coppia con Corrado dove Raffaella si afferma definitivamente come personaggio televisivo amato da un pubblico trasversale.

Canzonissima ‘70 segna anche l’inizio della carriera discografica di Raffaella grazie alla sigla del programma

Ma che musica maestro che è da subito un grande successo. La sigla è celebre anche per lo scandalo dell’ombelico lasciato scoperto dal costume disegnato dal costumista Enrico Rufini che sconvolge l’Italia benpensante dell’epoca.

L’anno successivo è di nuovo protagonista con Corrado di Canzonissima ‘71. La sigla del programma, Chissà se va, replica il successo e porta il singolo fino alla seconda posizione nella classifica delle vendite settimanali, diventando il primo disco d’oro della carriera di Raffaella.

Dello stesso anno è Maga maghella, canzone con cui fa la sua comparsa il personaggio della maga astrologa interpretata da Raffaella e dedicato ai bambini.

Sempre a Canzonissima ‘71 Raffaella lancia un nuovo ballo che arriva dalle Antille: il Tuca tuca. Il balletto è presentato insieme ad Enzo Paolo Turchi per la prima volta nel corso della sesta puntata del programma trasmessa il 13 novembe 1971.

La celebre coreografia di Don Lurio ha lo scopo di creare un gioco-ballo facile da imparare e riprodurre.

Mentre da un lato il Tuca tuca ha un immediato successo e riscontro di pubblico per la semplicità dei passi, dall’altro è destinato a cambiare per sempre la morale pubblica italiana, sia a causa dei movimenti considerati troppo audaci che per aver proposto un nuovo modello di donna meno succube dell’uomo e più protagonista nelle relazioni amorose. I dirigenti Rai, preoccupati dalle inquadrature che avrebbero potuto indurre i telespettatori a credere che il ballerino anziché i fianchi sfiorasse altre parti “vietate” del corpo di Raffaella, prima obbligano i due a eseguire il numero girati di tre quarti e poi censurano l’intero balletto. Solo dopo l’esibizione con Alberto Sordi il Tuca tuca supera le censure e le polemiche diventando un fenomeno popolare.

Nel 1972 parte la prima tournée live nazionale intitolata Senzarespiro, da cui viene tratto il nuovo Lp Raffaella… Senzarespiro, un falso album dal vivo ricreato in studio seguendo la scaletta del tour.

Nel 1974 Raffaella conduce l’ultima edizione di Canzonissima affiancata da Topo Gigio. Rumore, presentato in TV nel corso del programma, vende oltre dieci milioni di copie nel mondo nelle sue versioni in inglese, spagnolo e francese e tra il 1974 e il 1975 è il terzo singolo più venduto in Italia. È inoltre uno dei primi esempi di Disco Music all’italiana.

Sempre nello stesso anno è protagonista con Mina di Milleluci, un prezioso varietà del sabato sera diretto da Antonello Falqui in 8 puntate, ciascuna dedicata ad un diverso genere di spettacolo.